Il titolo di questo articolo a qualcuno potrebbe sembrare strano...ma aspettate di leggere e capirete il motivo di questa scelta.
Parlerò del caso di "mal di schiena" che ha colpito mio padre nell'estate 2016.
Mio padre è del 1950 quindi ha 67 anni.
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PIEDE PIATTO: inquadramento e trattamento secondo le "Tecniche I.D.".
Con questo post cercherò di chiarire ulteriormente il significato di "Piede Piatto", mostrando il video della relazione presentata dai Prof. e Maestri di Ginnastica Claudio Bianchini e Alberto Forti, in occasione del XVII CONGRESSO NAZIONALE S.I.E.F. (Società Italiana di Educazione Fisica) "LA SALUTE DEL PIEDE", che si tenne a Firenze il 30 Novembre 2013.
Sull'argomento "Piede Piatto" trovate già molto sia sul mio blog che sul sito della S.I.E.F.: definizione, anatomia, immagini, video, esercizi da non fare, casi trattati e risolti con le tecniche I.D. e altre informazioni utili a chiarire il significato del termine.
"IMPARARE A MUOVERSI" per ottenere e mantenere una buona "NORMALITÀ MOTORIA".
Il 21 Novembre 2015 presso l'Accademia dell Crusca a Firenze, si è svolto il XVIII CONGRESSO NAZIONALE S.I.E.F., Società Italiana di Educazione Fisica, dal tema "LA NORMALITÀ MOTORIA NEL GIOVANE ADULTO".
In questo articolo farò vedere il video che ha accompagnato la relazione mia e del Prof. Claudio Bianchini, dal titolo "QUALE DEVE CONSIDERARSI LA NORMALITÀ MOTORIA".
L'obiettivo del Congresso era quello di stabilire quale fosse il "livello minimo di motricità" per poter considerare "normale" un giovane adulto.
In questo articolo farò vedere il video che ha accompagnato la relazione mia e del Prof. Claudio Bianchini, dal titolo "QUALE DEVE CONSIDERARSI LA NORMALITÀ MOTORIA".
L'obiettivo del Congresso era quello di stabilire quale fosse il "livello minimo di motricità" per poter considerare "normale" un giovane adulto.
GINNASTICA MEDICA SECONDO LE TECNICHE I.D. E MAL DI SCHIENA: un caso di ernia del disco.
Il caso di cui parlerò in questo post l'ho presentato al Convegno di Aggiornamento dal tema "Ginnastica e mal di schiena" che si è svolto Sabato 26 e Domenica 27 Settembre 2015, presso l'Istituto Duchenne di Firenze, Scuola Italiana di Educazione Fisica.
Il soggetto in questione è un muratore di 42 anni.
Rivista S.I.E.F. "I.D. - EDUCAZIONE FISICA".
È uscito il nuovo numero 1/2015 della rivista S.I.E.F. "I.D. - EDUCAZIONE FISICA", dedicato al TRATTAMENTO DEL PIEDE PIATTO LASSO INFANTILE.
Esercizi di stiramento muscolo-tendineo.
In questo articolo parlerò dell'allungamento muscolo-tendineo.
Mostrerò alcuni esempi di esercizi per lo stiramento dei m. ischio-crurali (I.C.), dei m. anteriori della coscia, del m. ileo-psoas, dei m. adduttori e del complesso tricipite della sura-tendine d'Achille.
Questi esercizi possono essere eseguiti a casa ogni volta che uno vuole o dopo aver praticato una qualsiasi attività sportiva.
Esistono altri esercizi di stiramento muscolo-tendineo ma sono di più difficile esecuzione.
Per questo motivo ritengo che la presenza di un bravo Maestro di Ginnastica in palestra sia fondamentale per evitare errori che possano rendere l'esercizio poco efficace o peggio ancora dannoso.
Non entrerò nello specifico dell'anatomia muscolare.
Chi volesse approfondire tale argomento il testo di riferimento che il Prof. Marco Pecchioli consiglia di studiare è il TRATTATO DI ANATOMIA UMANA di Testut L., Latarjet A.
Mostrerò alcuni esempi di esercizi per lo stiramento dei m. ischio-crurali (I.C.), dei m. anteriori della coscia, del m. ileo-psoas, dei m. adduttori e del complesso tricipite della sura-tendine d'Achille.
Questi esercizi possono essere eseguiti a casa ogni volta che uno vuole o dopo aver praticato una qualsiasi attività sportiva.
Esistono altri esercizi di stiramento muscolo-tendineo ma sono di più difficile esecuzione.
Per questo motivo ritengo che la presenza di un bravo Maestro di Ginnastica in palestra sia fondamentale per evitare errori che possano rendere l'esercizio poco efficace o peggio ancora dannoso.
Non entrerò nello specifico dell'anatomia muscolare.
Chi volesse approfondire tale argomento il testo di riferimento che il Prof. Marco Pecchioli consiglia di studiare è il TRATTATO DI ANATOMIA UMANA di Testut L., Latarjet A.
Efficacia del Corsetto Chêneau nel trattamento della Scoliosi Idiopatica.
Nelle immagini che vi mostrerò, potrete vedere la grande efficacia del Corsetto Chêneau nel trattamento di una Scoliosi Idiopatica in un ragazzo di 14 anni che sto seguendo in palestra.
Ho conosciuto il ragazzo e la sua famiglia ad Aprile 2014 e dopo una valutazione iniziale consigliai di fare una visita dal Prof. Marco Pecchioli.
Il responso della prima visita, effettuata il 14 Aprile 2014, è il seguente.
Un caso di Scoliosi
In questo post riporto la storia della figlia di una mia collega.
La storia è stata pubblicata anche sulla pagina Facebook del gruppo SCOLIOSI: trattamento secondo le tecniche I.D. (Marco Pecchioli).
Vi invito a visitare la pagina ed eventualmente a porre domande o a riportare la vostra esperienza.
Il gruppo è stato aperto proprio allo scopo di raccogliere testimonianze o riportare esperienze personali e condividerle con più persone possibile.
Per quanto riguarda il caso di Scoliosi che riporto, potrete leggere tutti i dettagli e vedere le immagini delle radiografie di controllo.
Vi invito, come sempre, a farmi tutte le domande possibili che vi vengono in mente (anche quelle che vi sembrano banali...spesso sono le più importanti...).
Forse c'è veramente un'alternativa alla chirurgia per la Scoliosi?!
Vi lascio con questo domanda, come spunto di riflessione e con la speranza che vi faccia venire dei dubbi...
Buona lettura!
A presto!
La storia è stata pubblicata anche sulla pagina Facebook del gruppo SCOLIOSI: trattamento secondo le tecniche I.D. (Marco Pecchioli).
Vi invito a visitare la pagina ed eventualmente a porre domande o a riportare la vostra esperienza.
Il gruppo è stato aperto proprio allo scopo di raccogliere testimonianze o riportare esperienze personali e condividerle con più persone possibile.
Per quanto riguarda il caso di Scoliosi che riporto, potrete leggere tutti i dettagli e vedere le immagini delle radiografie di controllo.
Vi invito, come sempre, a farmi tutte le domande possibili che vi vengono in mente (anche quelle che vi sembrano banali...spesso sono le più importanti...).
Forse c'è veramente un'alternativa alla chirurgia per la Scoliosi?!
Vi lascio con questo domanda, come spunto di riflessione e con la speranza che vi faccia venire dei dubbi...
Buona lettura!
A presto!
Corso Intensivo di Ginnastica secondo le Tecniche I.D.
Da Giovedì 11 a Domenica 14 Luglio presso l'Istituto Duchenne di Firenze, Scuola Nazionale di Educazione Fisica, si terrà il "CORSO INTENSIVO DI GINNASTICA SECONDO LE TECNICHE I.D."
Di seguito riporto il programma definitivo dei 4 giorni.
Giovedì 11/07
ore 09.30 - ACCOGLIENZA E SISTEMAZIONE
ore 10.00 - PRESENTAZIONE DEL CORSO
ore 10.10 - LEZIONE PRATICA IN PALESTRA
esame morfologico e funzionale (cenni sulle problematiche relative all'età);
posizioni fondamentali;
pre-acrobatica (quadrupedia, capovolte, ruota, rondata, verticale, tuffo e capovolta...);
ore 13.00 - PAUSA PRANZO
Di seguito riporto il programma definitivo dei 4 giorni.
Giovedì 11/07
ore 09.30 - ACCOGLIENZA E SISTEMAZIONE
ore 10.00 - PRESENTAZIONE DEL CORSO
ore 10.10 - LEZIONE PRATICA IN PALESTRA
esame morfologico e funzionale (cenni sulle problematiche relative all'età);
posizioni fondamentali;
pre-acrobatica (quadrupedia, capovolte, ruota, rondata, verticale, tuffo e capovolta...);
ore 13.00 - PAUSA PRANZO
Ginnastica e Piede Piatto.
Guardate questa immagine.
Questa immagine mostra una pagina tratta dal libro "Elementi di Ginnastica Correttiva" del Prof. Marco Pecchioli, e mostra alcune radiografie di piedi di bambini, dai 3 mesi (prima radiografia in alto) ai 4 anni (ultima in basso).
Dovreste riuscire a leggerlo anche nella didascalia.
Come potete vedere e leggere dalla didascalia, le radiografie dimostrano come nei piedi dei bambini piccoli ci sia molta cartilagine e poco osso.
Cosa vuol dire questo?
Come ha scritto il Prof. Pecchioli nella didascalia, tutta questa cartilagine potrà essere "modellata" a nostro piacimento.
Cerco di spiegarmi meglio.
Se c'è cartilagine in punto, per esempio nel piede, vuol dire che l'osso deve ancora formarsi o si sta formando, che la situazione è in piena evoluzione e cioè che il bambino si sta formando, sta crescendo.
In questa fase di crescita se interveniamo con della ginnastica, possiamo "modellare" la forma delle ossa del piede in senso "correttivo", cioè dando alle ossa del piede la giusta forma.
Ovviamente questa ginnastica deve avere un senso e deve essere fatta secondo certi criteri anatomici ben precisi.
Non si può pensare che prendere le penne con le dita dei piedi sia un esercizio correttivo, credo di averlo dimostrato ampiamente con i video caricati.
Gli esercizi correttivi sono altri e anche questo credo di averlo dimostrato ampiamente, con i casi di piede piatto che ho risolto e che ho fatto vedere sul blog.
Gli esercizi sono saltare la funicella, camminare sull' asse di equilibrio Baumann, il controllo volontario della muscolatura del piede al plantoscopio, le elevazioni sulle punte dei piedi, le andature...
Tutti questi esercizi fanno parte della Ginnastica Correttiva secondo le Tecniche I.D. (Istituto Duchenne), e sono tutti esercizi che si basano sull'anatomia, di cui è stata "testata" l'efficacia attraverso l'ampia casistica raccolta dall'Istituto Duchenne e di cui è stato dimostrato l'effetto motorio che producono sulla muscolatura e le ossa del piede!
Tutto ampiamente dimostrato dal Prof. Pecchioli!
Quindi a chi vi dice che "la ginnastica non serve a nulla", "che le tecniche I.D. non funzionano o non esistono", "che l'unica soluzione è l'intervento chirurgico", mi sento autorizzato a rispondere che non è vero nulla, che la Ginnastica Correttiva serve eccome, che le Tecniche I.D. esistono e FUNZIONANO! Ed è tutto dimostrato!
E tutto questo grazie al Prof. Marco Pecchioli!
Se a vostro figlio è stato diagnosticato il piede piatto e vi è stato detto che l'unica soluzione è l'intervento chirurgico, non vi fermate a questa prima diagnosi (anche se io la chiamerei più "sentenza" che diagnosi), provate a passare una visita anche dal Prof. Marco Pecchioli!
Vi posso assicurare che non ne rimarrete delusi!
É vero che per qualcuno di voi magari non è così semplice recarsi all'Istituto Duchenne a Firenze, perché abita lontano, però so anche che per i figli si farebbe di tutto!
Se poi volete avere qualche informazione in più o farmi delle domande, non vi peritate a contattarmi via mail, vi risponderò prima possibile!
Dovreste riuscire a leggerlo anche nella didascalia.
Come potete vedere e leggere dalla didascalia, le radiografie dimostrano come nei piedi dei bambini piccoli ci sia molta cartilagine e poco osso.
Cosa vuol dire questo?
Come ha scritto il Prof. Pecchioli nella didascalia, tutta questa cartilagine potrà essere "modellata" a nostro piacimento.
Cerco di spiegarmi meglio.
Se c'è cartilagine in punto, per esempio nel piede, vuol dire che l'osso deve ancora formarsi o si sta formando, che la situazione è in piena evoluzione e cioè che il bambino si sta formando, sta crescendo.
In questa fase di crescita se interveniamo con della ginnastica, possiamo "modellare" la forma delle ossa del piede in senso "correttivo", cioè dando alle ossa del piede la giusta forma.
Ovviamente questa ginnastica deve avere un senso e deve essere fatta secondo certi criteri anatomici ben precisi.
Non si può pensare che prendere le penne con le dita dei piedi sia un esercizio correttivo, credo di averlo dimostrato ampiamente con i video caricati.
Gli esercizi correttivi sono altri e anche questo credo di averlo dimostrato ampiamente, con i casi di piede piatto che ho risolto e che ho fatto vedere sul blog.
Gli esercizi sono saltare la funicella, camminare sull' asse di equilibrio Baumann, il controllo volontario della muscolatura del piede al plantoscopio, le elevazioni sulle punte dei piedi, le andature...
Tutti questi esercizi fanno parte della Ginnastica Correttiva secondo le Tecniche I.D. (Istituto Duchenne), e sono tutti esercizi che si basano sull'anatomia, di cui è stata "testata" l'efficacia attraverso l'ampia casistica raccolta dall'Istituto Duchenne e di cui è stato dimostrato l'effetto motorio che producono sulla muscolatura e le ossa del piede!
Tutto ampiamente dimostrato dal Prof. Pecchioli!
Quindi a chi vi dice che "la ginnastica non serve a nulla", "che le tecniche I.D. non funzionano o non esistono", "che l'unica soluzione è l'intervento chirurgico", mi sento autorizzato a rispondere che non è vero nulla, che la Ginnastica Correttiva serve eccome, che le Tecniche I.D. esistono e FUNZIONANO! Ed è tutto dimostrato!
E tutto questo grazie al Prof. Marco Pecchioli!
Se a vostro figlio è stato diagnosticato il piede piatto e vi è stato detto che l'unica soluzione è l'intervento chirurgico, non vi fermate a questa prima diagnosi (anche se io la chiamerei più "sentenza" che diagnosi), provate a passare una visita anche dal Prof. Marco Pecchioli!
Vi posso assicurare che non ne rimarrete delusi!
É vero che per qualcuno di voi magari non è così semplice recarsi all'Istituto Duchenne a Firenze, perché abita lontano, però so anche che per i figli si farebbe di tutto!
Se poi volete avere qualche informazione in più o farmi delle domande, non vi peritate a contattarmi via mail, vi risponderò prima possibile!
Ginnastica e mal di schiena: un caso di "instabilità vertebrale" risolto con Ginnastica Medica secondo le tecniche I.D. (Istituto Duchenne).
In questo post voglio riportare la relazione che ho presentato al Convegno di Aggiornamento dal tema "Ginnastica e mal di schiena" nel Settembre 2011.
La relazione presentata trattava l'argomento dell' "instabilità vertebrale", patologia in cui una vertebra, generalmente del tratto lombare anche se ho rivisto casi di instabilità a carico di vertebre cervicali, "ciottola", cioè si muove.
Questo "ciottolamento" della vertebra è un processo che si instaura col tempo, generalmente è conseguente ad una discopatia, a movimenti sbagliati fatti sul lavoro o nella vita quotidiana, a discipline sportive usuranti o a esercizi ginnici scorretti che comportano una mobilizzazione del rachide, come torsioni, flessioni del busto in avanti o laterali.
Questi movimenti non andrebbero mai fatti! I motivi li ho spiegati in un'altro post (La colonna vertebrale scoliotica è restia alla flessione in avanti, 19/06/2011). Vi invito a leggerli attentamente in quel post.
Il caso che presentai parlava di Mirko.
Questa è la sua storia, leggetela attentamente e poi guardate bene il filmato finale.
Spero che riusciate a capire quante problematiche si potrebbero evitare, ma anche risolvere, facendo Ginnastica...quella vera...fatta di sospensioni, pertiche, funi, asse di equilibrio, quadro svedese...non il fitness o lo sport o altro...
Scusatemi se ribadisco spesso questo concetto, ma è fondamentale che si capisca bene di che cosa si parla quando si pronuncia la parola Ginnastica.
Fatemi sapere le vostre riflessioni e impressioni. E fatemi pure tutte le domande che volete, cercherò di rispondere quanto prima.
Buona lettura.
Mirko è un ragazzo di 38 anni, idraulico, padre di 2 bambini, che soffre di mal di schiena.
Dovendo entrare a lavorare il giorno dopo (sarebbe stato il suo primo giorno di lavoro) decide di prendere degli antinfiammatori di sua volontà.
Negli anni successivi Mirko ha nuovi episodi di mal di schiena, ma mai così forti come il primo e comunque superabili in pochi giorni.
Mirko è uno sportivo: gli piace andare a correre e dal 1998 al 2001 frequenta un corso di pre-pugilistica, dove mi dice che svolge molti esercizi di torsione, flessione, iperestensione del tronco e addominali tipo “crunch”.
Anche se ogni suo allenamento termina con il mal di schiena continua a frequentare tale corso.
Nel frattempo si sposa e compra casa che ristruttura, praticamente da solo, dal 2001 al 2004.
Nel Novembre 2004 sollevando un grosso peso sente una forte fitta alla schiena.
Passa un mese circa e a Dicembre 2004, sul lavoro, trasportando un radiatore per le scale sente un forte dolore alla schiena. Rimane bloccato e ha difficoltà a camminare.
Viene ricoverato per 4 giorni: dal 27/12/2004 al 31/12/2004.

Gli anni successivi (2005-2006-2007) passano tra alti e bassi, sopporta il dolore alla
schiena (a volte a fatica), continua ad andare a correre anche se sente dolore, inizia ad andare in piscina.
In data 29/01/2007 effettua una visita presso un Ortopedico di Pisa:
In data 17/12/2007 effettua una visita presso un neurochirurgo di Pisa:
Dietro consiglio del Prof. Pecchioli dico a Mirko di indossare delle ginocchiere quando deve stare a lungo in ginocchio. Anche se non segue alla lettera il consiglio con il passare dei giorni il dolore alle ginocchia sparisce, e di conseguenza anche il mal di schiena ricomincia lentamente a migliorare.
Nel frattempo Mirko effettua una visita presso un neurochirurgo di Firenze, il quale consiglia:
Mirko si fida e non si opera.
Nel frattempo il programma di lavoro viene modificato in base ai progressi lenti ma continui:
anche, solo in maniera attiva, da corpo proteso dietro e da decubito laterale.
La situazione di Mirko continua a migliorare. Raramente ha mal di schiena e quando lo
avverte nel giro di qualche giorno si risolve tutto .
Il 29/12/2008 effettua l’ultimo controllo dal Prof. Pecchioli da cui risulta:
sempre più intensi.
Mirko, come consigliato dal Prof. Pecchioli, prova a iniziare a correre, ma ogni volta sente che ha fastidio.
A questo punto proviamo insieme a trovare un’altra soluzione. Decidiamo di eliminare la corsa, continuare con la funicella (che non provoca alcun fastidio) e di provare con la bici.
Attualmente la pratica del ciclismo (su mountain bike però su strada, no bici da corsa) non gli sta dando nessun tipo di problema.
Raramente ha fastidio alla schiena e comunque il problema si risolve nel giro di pochi giorni.
Continua a fare il lavoro di idraulico senza nessun problema in particolare.
Spero che quello che avete letto e visto vi possa far riflettere sull'importanza della Ginnastica...quella vera...
Tutti dovrebbero praticarla, dai bambini agli anziani, comprese le persone con patologie come Mirko.
In seguito metterò un nuovo video di Mirko girato a Luglio di quest'anno, per farvi vedere il livello raggiunto.
Preparatevi a rimanere a bocca aperta...
A presto.
La relazione presentata trattava l'argomento dell' "instabilità vertebrale", patologia in cui una vertebra, generalmente del tratto lombare anche se ho rivisto casi di instabilità a carico di vertebre cervicali, "ciottola", cioè si muove.
Questo "ciottolamento" della vertebra è un processo che si instaura col tempo, generalmente è conseguente ad una discopatia, a movimenti sbagliati fatti sul lavoro o nella vita quotidiana, a discipline sportive usuranti o a esercizi ginnici scorretti che comportano una mobilizzazione del rachide, come torsioni, flessioni del busto in avanti o laterali.
Questi movimenti non andrebbero mai fatti! I motivi li ho spiegati in un'altro post (La colonna vertebrale scoliotica è restia alla flessione in avanti, 19/06/2011). Vi invito a leggerli attentamente in quel post.
Il caso che presentai parlava di Mirko.
Questa è la sua storia, leggetela attentamente e poi guardate bene il filmato finale.
Spero che riusciate a capire quante problematiche si potrebbero evitare, ma anche risolvere, facendo Ginnastica...quella vera...fatta di sospensioni, pertiche, funi, asse di equilibrio, quadro svedese...non il fitness o lo sport o altro...
Scusatemi se ribadisco spesso questo concetto, ma è fondamentale che si capisca bene di che cosa si parla quando si pronuncia la parola Ginnastica.
Fatemi sapere le vostre riflessioni e impressioni. E fatemi pure tutte le domande che volete, cercherò di rispondere quanto prima.
Buona lettura.
Mirko è un ragazzo di 38 anni, idraulico, padre di 2 bambini, che soffre di mal di schiena.
Ci conosciamo a fine Febbraio 2008, quando ha 35 anni,
tramite un amico in comune (anche lui idraulico) il quale a sua volta aveva
avuto problemi di mal di schiena che aveva risolto frequentando il corso di
Ginnastica Medica presso la palestra dove lavoro.
Mirko è da 14 anni che soffre di
mal di schiena, quindi da quando aveva 21 anni.
Il primo
episodio che ricorda è del 1994: dopo una giornata passata a cavallo si blocca.Dovendo entrare a lavorare il giorno dopo (sarebbe stato il suo primo giorno di lavoro) decide di prendere degli antinfiammatori di sua volontà.
Negli anni successivi Mirko ha nuovi episodi di mal di schiena, ma mai così forti come il primo e comunque superabili in pochi giorni.
Mirko è uno sportivo: gli piace andare a correre e dal 1998 al 2001 frequenta un corso di pre-pugilistica, dove mi dice che svolge molti esercizi di torsione, flessione, iperestensione del tronco e addominali tipo “crunch”.
Anche se ogni suo allenamento termina con il mal di schiena continua a frequentare tale corso.
Nel frattempo si sposa e compra casa che ristruttura, praticamente da solo, dal 2001 al 2004.
Nel Novembre 2004 sollevando un grosso peso sente una forte fitta alla schiena.
Passa un mese circa e a Dicembre 2004, sul lavoro, trasportando un radiatore per le scale sente un forte dolore alla schiena. Rimane bloccato e ha difficoltà a camminare.
Viene ricoverato per 4 giorni: dal 27/12/2004 al 31/12/2004.
Viene seguita una terapia a base di farmaci antinfiammatori
e antidolorifici e viene consigliato di indossare un busto di stoffa a stecche
rigide.
In data 30/12/2004 viene eseguita una Tac da cui risulta:
Viene dimesso il 31/12/2004 dopo “aver
constatato il miglioramento del quadro clinico
con regressione della sintomatologia algica”.Gli anni successivi (2005-2006-2007) passano tra alti e bassi, sopporta il dolore alla
schiena (a volte a fatica), continua ad andare a correre anche se sente dolore, inizia ad andare in piscina.
In data 29/01/2007 effettua una visita presso un Ortopedico di Pisa:
In seguito ad un ennesimo episodio di mal di schiena in
data 26/11/2007 effettua
una rx lombo-sacrale e
successivamente il 30/11/2007 una Tac:
A Dicembre 2007 ha un nuovo episodio acuto di mal di schiena mentre lavora:
sollevando un peso di circa 70 kg rimane bloccato. In più ogni volta che sente
la fitta alla schiena gli cedono le gambe.
Rimane a casa per infortunio sul lavoro
dal 5 Dicembre 2007 al 29 Marzo 2008.In data 17/12/2007 effettua una visita presso un neurochirurgo di Pisa:
In data 21/12/2007 viene fatta una rx in dinamica :
Successivamente, il 18/01/2008, Mirko esegue anche una Rsm:
A Marzo 2008 segue il mio consiglio ed effettua una visita dal Prof. Pecchioli:
Il programma di lavoro impostato per le prime settimane
prevede:
- P.A.L. (Posizionatore Antalgico Lombare)
- semisospensioni
- G.R.I. (Ginnastica Respiratoria Intrinseca)
- equilibrio del bacino
- esercizi di controllo posturale
- studio delle inclinazioni senza
stiramento del nervo sciatico
Mirko rientra a lavoro, nonostante non stia ancora
benissimo.
Passando molto tempo in ginocchio sul duro, a causa del suo
lavoro di idraulico, gli si infiamma il tendine rotuleo (il Prof. Pecchioli diagnostica un entesite). Questo comporta una
ricaduta per quanto riguarda il mal di schiena perché sentendo dolore nel
piegarsi sulle gambe Mirko ricomincia ad andare giù di schiena.Dietro consiglio del Prof. Pecchioli dico a Mirko di indossare delle ginocchiere quando deve stare a lungo in ginocchio. Anche se non segue alla lettera il consiglio con il passare dei giorni il dolore alle ginocchia sparisce, e di conseguenza anche il mal di schiena ricomincia lentamente a migliorare.
Nel frattempo Mirko effettua una visita presso un neurochirurgo di Firenze, il quale consiglia:
Sia il Prof. Pecchioli che il sottoscritto gli sconsigliamo di eseguire tale
intervento
perché nella sua condizione non risolverebbe il problema.Mirko si fida e non si opera.
Nel frattempo il programma di lavoro viene modificato in base ai progressi lenti ma continui:
- sospensioni
- studio del soffio (Ginnastica Respiratoria Intrinseca)
- studio del salto in basso
- rinforzo addominale in corpo proteso
dietro, in sospensione-appoggio, da supino, ai vari attrezzi, in particolare:
agli anelli, alla scala orizzontale, agli appoggi Baumann
- piegamenti sulle gambe e sulle braccia
- asse di equilibrio Baumann
In data 25/06/2008 Mirko effettua il controllo dal Prof. Pecchioli, da cui risulta:
Nel frattempo in data 29/09/2008 esegue una nuova radiografia richiesta dall’I.N.A.I.L.
Il programma di lavoro viene intensificato ulteriormente
inserendo altri attrezzi quali
le pertiche, le funi, il trapezio, la
panca I.D. e
iniziamo a lavorare sulla mobilità delle anche, solo in maniera attiva, da corpo proteso dietro e da decubito laterale.
La situazione di Mirko continua a migliorare. Raramente ha mal di schiena e quando lo
avverte nel giro di qualche giorno si risolve tutto .
Il 29/12/2008 effettua l’ultimo controllo dal Prof. Pecchioli da cui risulta:
Intensifichiamo ulteriormente il programma di lavoro: inseriamo
la funicella, lo studio
della verticale, l’allungamento degli
ischio-crurali e gli esercizi di addominali divengonosempre più intensi.
Mirko, come consigliato dal Prof. Pecchioli, prova a iniziare a correre, ma ogni volta sente che ha fastidio.
A questo punto proviamo insieme a trovare un’altra soluzione. Decidiamo di eliminare la corsa, continuare con la funicella (che non provoca alcun fastidio) e di provare con la bici.
Attualmente la pratica del ciclismo (su mountain bike però su strada, no bici da corsa) non gli sta dando nessun tipo di problema.
Raramente ha fastidio alla schiena e comunque il problema si risolve nel giro di pochi giorni.
Continua a fare il lavoro di idraulico senza nessun problema in particolare.
Questo è il livello di efficienza
fisica raggiunto attualmente da
Mirko (il video risale al 01/07/2011)…
Spero che quello che avete letto e visto vi possa far riflettere sull'importanza della Ginnastica...quella vera...
Tutti dovrebbero praticarla, dai bambini agli anziani, comprese le persone con patologie come Mirko.
In seguito metterò un nuovo video di Mirko girato a Luglio di quest'anno, per farvi vedere il livello raggiunto.
Preparatevi a rimanere a bocca aperta...
A presto.
Le tecniche I.D nella scoliosi (I.D. sta per Istituto Duchenne)
Questa espressione è stata scelta deliberatamente in contrapposizione a quella di "metodo I.D.".
Essa indica le modalità da rispettare nell'eseguire esercizi fisici proposti per ottenere specifici effetti motori; per esempio allungare i muscoli ischio-crurali (effetto motorio ricercato) utilizzando gli esercizi fisici effettuati "secondo le tecniche I.D.".
Queste tecniche vengono studiate presso l'Istituto Duchenne - Scuola Nazionale di Educazione Fisica.
Quando ci si riferisca ad un determinato programma di ginnastica nel suo insieme, da eseguire secondo le tecniche I.D. (per esempio "ginnastica per infanti", "ginnastica per anziani", ecc.) ugualmente tale programma deve essere svolto ricercando gli obiettivi contemplati dalle tecniche I.D. relative al tema del corso ed effettuando gli esercizi fisici secondo le modalità previste dalle tecniche I.D.
Esempio: nel programma di ginnastica per anziani le tecniche I.D. prevedono lo studio degli esercizi di sospensione, lo studio degli equilibri, lo studio del rilassamento volontario, ecc. e tali obiettivi devono far parte del programma del corso di ginnastica per anziani, se si è indicato che tale programma deve essere eseguito secondo le tecniche I.D.; contemporaneamente, i singoli effetti motori ricercati saranno raggiunti mediante l'applicazione di esercizi fisici eseguiti secondo le modalità previste dalle tecniche I.D.
Quindi in questo ultimo caso esemplificato, l'espressione "secondo le tecniche I.D." va intesa come riferita sia ai singoli argomenti che devono comporre il programma nella sua interezza, che alle modalità di esecuzione dei singoli esercizi fisici.
La scelta dell'uso del termine "tecniche" in contrapposizione a quello di "metodo", come già detto sopra, è una scelta deliberata.
I motivi risiedono nel fatto che il termine "metodo" indica qualcosa di definito ed anche di compiuto, mentre il termine "tecniche" ha un significato aperto e riguarda soltanto le modalità di esecuzione.
Tali modalità restano aperte a modificazioni possibili, se valide e se accettate dal gruppo degli studiosi che si raccolgono attorno alla sigla di cui si tratti (in questo caso tecniche "I.D.") e che si confrontano e si aggiornano continuamente.
Inoltre i "metodi" sono generalmente il frutto della mente di uno studioso che li propone e li elabora e restano fissi dalla loro nascita alla loro scomparsa.
Le "tecniche" sono invece delle modalità di esecuzione (in questo caso di esercizi fisici) elaborate da più studiosi; esse possono anche variare nel tempo, in base agli studi ed ai risultati della loro applicazione.
Il termine "tecniche" inoltre e soprattutto, non preclude la ricerca e quindi le eventuali modificazioni ed aggiornamenti che si rendano via via necessari e lascia spazio a qualsiasi studioso che desideri impegnarsi nella ricerca, che voglia rendere partecipi gli altri dei suoi progressi e che accetti di restare sempre sotto il giudizio degli altri e del risultato che scaturisce dalla applicazione pratica delle sue proposte.
Il termine "tecniche" inoltre lascia apertura alla introduzione di obiettivi aggiuntivi, come pure al perfezionamento di elementi in uso, o alla eliminazione di modalità superate.
Deve essere aggiunto un altro particolare, degno di nota: qualora si riscontri la validità di tecniche motorie proposte in qualsiasi altro contesto (può trattarsi di esercizi che fanno parte di specifici metodi, o di esercizi usati in discipline sportive, ecc. e riconosciuti efficaci ed utili per i risultati che già sono stati verificati nel contesto del quale fanno parte) esse vengono aggiunte ed incluse nel repertorio delle tecniche I.D., sono a disposizione di chiunque voglia applicarle (se sa applicarle) e sono poste sotto quella fiducia che emana dal fatto della loro inclusione, quindi della loro validità (altrimenti non sarebbero state incluse).
Attualmente le tecniche I.D. sono in parte scritte sui libri, opuscoli e riviste, in parte registrate su videocassette, in parte ancora oggetto di studio e di perfezionamento.
Esse vengono discusse almeno mensilmente in occasione delle riunioni di studio che si svolgono presso l'ISTITUTO DUCHENNE e vengono attuate e verificate all'interno delle stesso ISTITUTO DUCHENNE, o presso le palestre e studi dei suoi Collaboratori, o anche presso strutture diverse dove si svolga la verifica sperimentale (esempio scuole elementari per il programma di "ginnastica per infanti").
Essa indica le modalità da rispettare nell'eseguire esercizi fisici proposti per ottenere specifici effetti motori; per esempio allungare i muscoli ischio-crurali (effetto motorio ricercato) utilizzando gli esercizi fisici effettuati "secondo le tecniche I.D.".
Queste tecniche vengono studiate presso l'Istituto Duchenne - Scuola Nazionale di Educazione Fisica.
Quando ci si riferisca ad un determinato programma di ginnastica nel suo insieme, da eseguire secondo le tecniche I.D. (per esempio "ginnastica per infanti", "ginnastica per anziani", ecc.) ugualmente tale programma deve essere svolto ricercando gli obiettivi contemplati dalle tecniche I.D. relative al tema del corso ed effettuando gli esercizi fisici secondo le modalità previste dalle tecniche I.D.
Esempio: nel programma di ginnastica per anziani le tecniche I.D. prevedono lo studio degli esercizi di sospensione, lo studio degli equilibri, lo studio del rilassamento volontario, ecc. e tali obiettivi devono far parte del programma del corso di ginnastica per anziani, se si è indicato che tale programma deve essere eseguito secondo le tecniche I.D.; contemporaneamente, i singoli effetti motori ricercati saranno raggiunti mediante l'applicazione di esercizi fisici eseguiti secondo le modalità previste dalle tecniche I.D.
Quindi in questo ultimo caso esemplificato, l'espressione "secondo le tecniche I.D." va intesa come riferita sia ai singoli argomenti che devono comporre il programma nella sua interezza, che alle modalità di esecuzione dei singoli esercizi fisici.
La scelta dell'uso del termine "tecniche" in contrapposizione a quello di "metodo", come già detto sopra, è una scelta deliberata.
I motivi risiedono nel fatto che il termine "metodo" indica qualcosa di definito ed anche di compiuto, mentre il termine "tecniche" ha un significato aperto e riguarda soltanto le modalità di esecuzione.
Tali modalità restano aperte a modificazioni possibili, se valide e se accettate dal gruppo degli studiosi che si raccolgono attorno alla sigla di cui si tratti (in questo caso tecniche "I.D.") e che si confrontano e si aggiornano continuamente.
Inoltre i "metodi" sono generalmente il frutto della mente di uno studioso che li propone e li elabora e restano fissi dalla loro nascita alla loro scomparsa.
Le "tecniche" sono invece delle modalità di esecuzione (in questo caso di esercizi fisici) elaborate da più studiosi; esse possono anche variare nel tempo, in base agli studi ed ai risultati della loro applicazione.
Il termine "tecniche" inoltre e soprattutto, non preclude la ricerca e quindi le eventuali modificazioni ed aggiornamenti che si rendano via via necessari e lascia spazio a qualsiasi studioso che desideri impegnarsi nella ricerca, che voglia rendere partecipi gli altri dei suoi progressi e che accetti di restare sempre sotto il giudizio degli altri e del risultato che scaturisce dalla applicazione pratica delle sue proposte.
Il termine "tecniche" inoltre lascia apertura alla introduzione di obiettivi aggiuntivi, come pure al perfezionamento di elementi in uso, o alla eliminazione di modalità superate.
Deve essere aggiunto un altro particolare, degno di nota: qualora si riscontri la validità di tecniche motorie proposte in qualsiasi altro contesto (può trattarsi di esercizi che fanno parte di specifici metodi, o di esercizi usati in discipline sportive, ecc. e riconosciuti efficaci ed utili per i risultati che già sono stati verificati nel contesto del quale fanno parte) esse vengono aggiunte ed incluse nel repertorio delle tecniche I.D., sono a disposizione di chiunque voglia applicarle (se sa applicarle) e sono poste sotto quella fiducia che emana dal fatto della loro inclusione, quindi della loro validità (altrimenti non sarebbero state incluse).
Attualmente le tecniche I.D. sono in parte scritte sui libri, opuscoli e riviste, in parte registrate su videocassette, in parte ancora oggetto di studio e di perfezionamento.
Esse vengono discusse almeno mensilmente in occasione delle riunioni di studio che si svolgono presso l'ISTITUTO DUCHENNE e vengono attuate e verificate all'interno delle stesso ISTITUTO DUCHENNE, o presso le palestre e studi dei suoi Collaboratori, o anche presso strutture diverse dove si svolga la verifica sperimentale (esempio scuole elementari per il programma di "ginnastica per infanti").
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