Con questo articolo cercherò di fare chiarezza su un argomento estremamente importante: le differenze che esistono tra il Corsetto Chêneau e il Corsetto "TIPO" Chêneau.
Al di là della dicitura "TIPO" Chêneau, dettaglio comunque da non trascurare e su cui dirò comunque qualcosa, mostrerò le differenze sostanziali tra i due corsetti.
Il corsetto Chêneau al momento è il corsetto che ha la maggior efficacia nel trattamento delle scoliosi, in particolare quelle idiopatiche evolutive.
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"COME SI CURA LA SCOLIOSI?"
In questo articolo mostrerò il tipo di trattamento proposto dal Dott. Marco Pecchioli nella cura della Scoliosi.
Premetto che tale trattamento è per le Scoliosi Idiopatiche Evolutive.
Ciò non toglie che anche in altri tipi di Scoliosi o in altre patologie congenite che nel loro quadro clinico presentino la Scoliosi, non si possa applicare tale trattamento, chiaramente con le opportune modifiche che andranno viste caso per caso.
Questo aspetto è di competenza esclusivamente ortopedica, per questo chi volesse avere ulteriori informazioni a riguardo può contattare il Dott. Pecchioli presso l'Istituto Duchenne.
Il trattamento che il Dott. Pecchioli prescrive si basa su due elementi:
Premetto che tale trattamento è per le Scoliosi Idiopatiche Evolutive.
Ciò non toglie che anche in altri tipi di Scoliosi o in altre patologie congenite che nel loro quadro clinico presentino la Scoliosi, non si possa applicare tale trattamento, chiaramente con le opportune modifiche che andranno viste caso per caso.
Questo aspetto è di competenza esclusivamente ortopedica, per questo chi volesse avere ulteriori informazioni a riguardo può contattare il Dott. Pecchioli presso l'Istituto Duchenne.
Il trattamento che il Dott. Pecchioli prescrive si basa su due elementi:
- CORSETTO CHÊNEAU
- GINNASTICA MEDICA SECONDO LE TECNICHE I.D. (ISTITUTO DUCHENNE)
"COME CI ACCORGIAMO SE NOSTRA/O FIGLIA/O HA LA SCOLIOSI?"
Per accorgersi se una/o ragazza/o ha la scoliosi esistono diversi elementi di cui possiamo tenere conto, sia CLINICI che RADIOGRAFICI.
Quelli CLINICI sono i segnali che un genitore può vedere e che possono indurlo a sospettare qualcosa e a fare una visita specialistica da un Ortopedico.
La DIAGNOSI è comunque di competenza dell' Ortopedico.
Quelli CLINICI sono i segnali che un genitore può vedere e che possono indurlo a sospettare qualcosa e a fare una visita specialistica da un Ortopedico.
La DIAGNOSI è comunque di competenza dell' Ortopedico.
Perché non si devono eseguire esercizi di mobilizzazione della colonna vertebrale.
In passato ho già scritto due post su questo argomento.
In uno riportai un articolo scritto dal Dott. Prof. Marco Pecchioli (Medico Chirurgo Ortopedico e Direttore dell'Istituto Duchenne, Scuola Nazionale di Educazione Fisica) dove viene spiegato perché non si devono mai eseguire esercizi di mobilizzazione della colonna vertebrale.
In uno riportai un articolo scritto dal Dott. Prof. Marco Pecchioli (Medico Chirurgo Ortopedico e Direttore dell'Istituto Duchenne, Scuola Nazionale di Educazione Fisica) dove viene spiegato perché non si devono mai eseguire esercizi di mobilizzazione della colonna vertebrale.
Efficacia del Corsetto Chêneau nel trattamento della Scoliosi Idiopatica.
Nelle immagini che vi mostrerò, potrete vedere la grande efficacia del Corsetto Chêneau nel trattamento di una Scoliosi Idiopatica in un ragazzo di 14 anni che sto seguendo in palestra.
Ho conosciuto il ragazzo e la sua famiglia ad Aprile 2014 e dopo una valutazione iniziale consigliai di fare una visita dal Prof. Marco Pecchioli.
Il responso della prima visita, effettuata il 14 Aprile 2014, è il seguente.
Voi potete spendere...
Sabato 18 e Domenica 19 Ottobre 2014 presso l'Istituto Duchenne di Firenze, Scuola Nazionale di Educazione Fisica, si è svolto il Convegno di aggiornamento dal tema "GINNASTICA E SCOLIOSI: il ruolo della Ginnastica nel trattamento della Scoliosi".
Il Prof. Marco Pecchioli ha iniziato il Convegno leggendo a tutti i presenti una breve lettera scritta da lui nel Settembre 2007.
Ve la riporto per consentire a chiunque di leggere queste poche righe.
Qualcuno potrà chiedersi cosa c'entri questa lettera con la Scoliosi.
Vi assicuro che il collegamento c'è ed è molto attinente...
Come sempre il mio intento è quello di invitarvi alla riflessione su quanto leggerete.
Provate a chiedervi cosa ci possa incastrare questa lettera con la Scoliosi...
Vi faccio una domanda: secondo voi, per capire cosa sia la Scoliosi e come si "cura", cosa deve fare uno "studioso" di tale argomento?
Il Prof. Marco Pecchioli ha iniziato il Convegno leggendo a tutti i presenti una breve lettera scritta da lui nel Settembre 2007.
Ve la riporto per consentire a chiunque di leggere queste poche righe.
Qualcuno potrà chiedersi cosa c'entri questa lettera con la Scoliosi.
Vi assicuro che il collegamento c'è ed è molto attinente...
Come sempre il mio intento è quello di invitarvi alla riflessione su quanto leggerete.
Provate a chiedervi cosa ci possa incastrare questa lettera con la Scoliosi...
Vi faccio una domanda: secondo voi, per capire cosa sia la Scoliosi e come si "cura", cosa deve fare uno "studioso" di tale argomento?
Scoliosi: la chirurgia è veramente la soluzione migliore?
In questo post vi mostrerò il caso di una ragazza, operata di Scoliosi, che ho avuto in palestra per un breve periodo.
Premetto che la documentazione in mio possesso non è completa, ma voglio mostrarvi ugualmente questo caso perché vorrei che rifletteste su quello che vedrete.
Per motivi di privacy non dirò il nome della ragazza e ho cancellato tutti i dati dell'Ospedale dove è stata eseguita l'operazione.
La storia di questa ragazza, nata il 03/10/1993, inizia da bambina, quando le viene diagnosticata una iniziale Scoliosi Neuromuscolare.
Premetto che la documentazione in mio possesso non è completa, ma voglio mostrarvi ugualmente questo caso perché vorrei che rifletteste su quello che vedrete.
Per motivi di privacy non dirò il nome della ragazza e ho cancellato tutti i dati dell'Ospedale dove è stata eseguita l'operazione.
La storia di questa ragazza, nata il 03/10/1993, inizia da bambina, quando le viene diagnosticata una iniziale Scoliosi Neuromuscolare.
Un caso di Scoliosi
In questo post riporto la storia della figlia di una mia collega.
La storia è stata pubblicata anche sulla pagina Facebook del gruppo SCOLIOSI: trattamento secondo le tecniche I.D. (Marco Pecchioli).
Vi invito a visitare la pagina ed eventualmente a porre domande o a riportare la vostra esperienza.
Il gruppo è stato aperto proprio allo scopo di raccogliere testimonianze o riportare esperienze personali e condividerle con più persone possibile.
Per quanto riguarda il caso di Scoliosi che riporto, potrete leggere tutti i dettagli e vedere le immagini delle radiografie di controllo.
Vi invito, come sempre, a farmi tutte le domande possibili che vi vengono in mente (anche quelle che vi sembrano banali...spesso sono le più importanti...).
Forse c'è veramente un'alternativa alla chirurgia per la Scoliosi?!
Vi lascio con questo domanda, come spunto di riflessione e con la speranza che vi faccia venire dei dubbi...
Buona lettura!
A presto!
La storia è stata pubblicata anche sulla pagina Facebook del gruppo SCOLIOSI: trattamento secondo le tecniche I.D. (Marco Pecchioli).
Vi invito a visitare la pagina ed eventualmente a porre domande o a riportare la vostra esperienza.
Il gruppo è stato aperto proprio allo scopo di raccogliere testimonianze o riportare esperienze personali e condividerle con più persone possibile.
Per quanto riguarda il caso di Scoliosi che riporto, potrete leggere tutti i dettagli e vedere le immagini delle radiografie di controllo.
Vi invito, come sempre, a farmi tutte le domande possibili che vi vengono in mente (anche quelle che vi sembrano banali...spesso sono le più importanti...).
Forse c'è veramente un'alternativa alla chirurgia per la Scoliosi?!
Vi lascio con questo domanda, come spunto di riflessione e con la speranza che vi faccia venire dei dubbi...
Buona lettura!
A presto!
Ginnastica e scoliosi: Storia di una scoliosi.
In questo post riporterò l'articolo pubblicato sulla rivista della S.I.G.M., Società Italiana di Ginnastica Medica.
L'articolo è stato scritto dal Prof. Marco Pecchioli ed è stato pubblicato nel 2006.
Qui potrete leggere l'articolo originale.
Dal titolo di questo post potete già capire che si parla di scoliosi.
Leggerete la storia di una persona che ha fatto l'intervento di chirurgia della scoliosi.
Vorrei che leggeste attentamente queste pagine.
Non voglio anticipare nulla, perché mi auguro che chiunque legga questa storia possa fare le sue riflessioni liberamente, senza essere condizionato dalle mie parole.
Se vorrete commentare fatelo in tutta libertà, qualsiasi sia il commento.
Sarebbe molto bello e importante aprire una bella discussione.
Buona lettura!
L'articolo è stato scritto dal Prof. Marco Pecchioli ed è stato pubblicato nel 2006.
Qui potrete leggere l'articolo originale.
Dal titolo di questo post potete già capire che si parla di scoliosi.
Leggerete la storia di una persona che ha fatto l'intervento di chirurgia della scoliosi.
Vorrei che leggeste attentamente queste pagine.
Non voglio anticipare nulla, perché mi auguro che chiunque legga questa storia possa fare le sue riflessioni liberamente, senza essere condizionato dalle mie parole.
Se vorrete commentare fatelo in tutta libertà, qualsiasi sia il commento.
Sarebbe molto bello e importante aprire una bella discussione.
Buona lettura!
Ginnastica e scoliosi: un caso di scoliosi idiopatica evolutiva trattata con corsetto Chêneau e Ginnastica Medica secondo le tecniche I.D. (Istituto Duchenne).
Il caso è quello di Alessandro e ho iniziato a lavorarci nel Dicembre 2011, quando aveva 16 anni.
Invitai i genitori a fare una visita dal Dott. Marco Pecchioli, in quanto a mio modo di vedere la situazione era delicata e sarebbe stata opportuno farla valutare da un Ortopedico esperto in materia come il Dott. Pecchioli.
La prima visita fu fatta in data 23/12/2011 e questo fu la diagnosi.
Convegno di Aggiornamento: "GINNASTICA E SCOLIOSI: Novità nel trattamento della scoliosi".
Sabato 19 e Domenica 20 Ottobre 2013 presso l'Istituto Duchenne di Firenze, Scuola Nazionale di Educazione Fisica, si terrà il Convegno di aggiornamento dal tema "GINNASTICA E SCOLIOSI: Novità nel trattamento della scoliosi".
Questo il programma definitivo del Convegno.
Questo il programma definitivo del Convegno.
Ginnastica e Scoliosi: L'importanza della Ginnastica nel trattamento della Scoliosi.
Mi scuso per non avere più aggiornato il blog nelle ultime due settimane, ma sono state piuttosto intense dal punto di vista lavorativo.
In questo post mostrerò il video della relazione presentata in occasione del 57° Congresso Nazionale della S.I.G.M., Società Italiana di Ginnastica Medica, che si è tenuto a Genova il 10 e 11 Maggio 2013.
I relatori sono il Dott. Marco Pecchioli, la Dott.ssa Cristina Baroni (Presidente S.I.E.F., Società Italiana di Educazione Fisica), il Tecnico Ortopedico Rosa Pascai e gli Insegnanti di Educazione Fisica Claudio Bianchini e Danilo Matteucci.
Il titolo della relazione è "L'importanza della Ginnastica nel trattamento della Scoliosi".
Nel video sentirete parlare la Dott.ssa Cristina Baroni.
Vi prego di guardare (anche se la qualità delle immagini non sono il massimo) e di ascoltare attentamente.
Il tema è veramente importante.
Se avete osservazioni o domande fatele pure.
Buona visione.
In questo post mostrerò il video della relazione presentata in occasione del 57° Congresso Nazionale della S.I.G.M., Società Italiana di Ginnastica Medica, che si è tenuto a Genova il 10 e 11 Maggio 2013.
I relatori sono il Dott. Marco Pecchioli, la Dott.ssa Cristina Baroni (Presidente S.I.E.F., Società Italiana di Educazione Fisica), il Tecnico Ortopedico Rosa Pascai e gli Insegnanti di Educazione Fisica Claudio Bianchini e Danilo Matteucci.
Il titolo della relazione è "L'importanza della Ginnastica nel trattamento della Scoliosi".
Nel video sentirete parlare la Dott.ssa Cristina Baroni.
Vi prego di guardare (anche se la qualità delle immagini non sono il massimo) e di ascoltare attentamente.
Il tema è veramente importante.
Se avete osservazioni o domande fatele pure.
Buona visione.
Convegno di aggiornamento "SCOLIOSI E GINNASTICA: Novità nel trattamento della scoliosi".
Sabato 20 e Domenica 21 Ottobre 2012 presso l'Istituto Duchenne, Scuola Nazionale di Educazione Fisica, si terrà il Convegno di aggiornamento dal tema "SCOLIOSI E GINNASTICA: Novità nel trattamento della scoliosi".
Questo è il programma definitivo.
ore 15.00 - presentazione del convegno
ore 15.25 - Lezione Magistrale: Novità nel trattamento della scoliosi.
- Anatomia normale e patologica della colonna vertebrale
- Fisiologia dei movimenti della colonna vertebrale
- Patologia della colonna vertebrale nella scoliosi: significato della ANGOLAZIONE, della ROTAZIONE, della TORSIONE, della della CUNEIZZAZIONE, della POSIZIONE
- Comportamento del gibbo nei movimenti del tronco
- L'asimmetria toracica anteriore
ore 16.30 - Il corsetto Chêneau: la parola del tecnico ortopedico
ore 17.00 - Classificazione della scoliosi
- Andamento della scoliosi nel corso della vita
- Casi di scoliosi
ore 17.15 - discussione
ore 17.30 - intervallo
ore 17.45 - Significato della Ginnastica nella scoliosi: i principi delle Tecniche I.D.
ore 19.00 - discussione
ore 19.30 - chiusura dei lavori
RELATORI:
Dott. Marco Pecchioli, Medico Chirurgo Ortopedico e Direttore dell'Istituto Duchenne
Prof. Ed. Fisica Claudio Bianchini, Insegnante
Prof. Ed. Fisica Danilo Matteucci, Insegnante
Prof.ssa Ed. Fisica MariaPia Petrucci, Insegnante
Prof. Ed Fisica Andrea Giusti, Insegnante
Rosa Pascai, Tecnico Ortopedico
Domenica 21 Ottobre dalle ore 10.00 alle 14.00 si terrà la parte pratica, dove verranno studiati i seguenti esercizi ed attrezzi:
- STUDIO DEI MODELLAGGI DEI GIBBI
- ALLUNGAMENTO ISCHIOCRURALI (I.C.)
- ESERCIZI IN CORSETTO
- TRAPEZIO
- SCALA ORIZZONTALE
Chi fosse interessato a partecipare o volesse ulteriori informazioni può contattare la segreteria dell'Istituto Duchenne al numero 055-4360774.
Questo è il programma definitivo.
ore 15.00 - presentazione del convegno
ore 15.25 - Lezione Magistrale: Novità nel trattamento della scoliosi.
- Anatomia normale e patologica della colonna vertebrale
- Fisiologia dei movimenti della colonna vertebrale
- Patologia della colonna vertebrale nella scoliosi: significato della ANGOLAZIONE, della ROTAZIONE, della TORSIONE, della della CUNEIZZAZIONE, della POSIZIONE
- Comportamento del gibbo nei movimenti del tronco
- L'asimmetria toracica anteriore
ore 16.30 - Il corsetto Chêneau: la parola del tecnico ortopedico
ore 17.00 - Classificazione della scoliosi
- Andamento della scoliosi nel corso della vita
- Casi di scoliosi
ore 17.15 - discussione
ore 17.30 - intervallo
ore 17.45 - Significato della Ginnastica nella scoliosi: i principi delle Tecniche I.D.
ore 19.00 - discussione
ore 19.30 - chiusura dei lavori
RELATORI:
Dott. Marco Pecchioli, Medico Chirurgo Ortopedico e Direttore dell'Istituto Duchenne
Prof. Ed. Fisica Claudio Bianchini, Insegnante
Prof. Ed. Fisica Danilo Matteucci, Insegnante
Prof.ssa Ed. Fisica MariaPia Petrucci, Insegnante
Prof. Ed Fisica Andrea Giusti, Insegnante
Rosa Pascai, Tecnico Ortopedico
Domenica 21 Ottobre dalle ore 10.00 alle 14.00 si terrà la parte pratica, dove verranno studiati i seguenti esercizi ed attrezzi:
- STUDIO DEI MODELLAGGI DEI GIBBI
- ALLUNGAMENTO ISCHIOCRURALI (I.C.)
- ESERCIZI IN CORSETTO
- TRAPEZIO
- SCALA ORIZZONTALE
Chi fosse interessato a partecipare o volesse ulteriori informazioni può contattare la segreteria dell'Istituto Duchenne al numero 055-4360774.
Storia di una (piccola) scoliosi...
Ce l'ho fatta!
Sono tornato!
Scusatemi se non ho più aggiornato il blog ma sono stato veramente impegnato!
La settimana scorsa dovevo preparare la mia relazione che avrei presentato al Convegno del fine settimana scorso all'Istituto Duchenne dal tema "La Ginnastica dall'infanzia all'adolescenza", questa settimana invece sono stato impegnato con l'organizazzione dei campi estivi che farò a Giugno in palestra, del Saggio di Ginnastica di fine anno che tutti gli anni facciamo in palestra per mostrare ai genitori e a chiunque partecipi il lavoro svolto durante l'anno ed infine con l'organizzazione del campeggio che farò quest'anno con alcuni ragazzini e ragazzi della palestra dove lavoro.
Un fine Maggio niente male!
Ora vediamo di ripartire.
In questo post voglio riportare la storia di una scoliosi di cui sono venuto a conoscenza grazie al mio blog.
Qualche settimana fa trovai tra le statistiche del mio blog un blog da cui molte persone si erano collegate successivamente al mio.
Per curiosità visitai questo blog e scoprii, con grande stupore, che si parlava di scoliosi e di Istituto Duchenne.
In realtà il tema del blog è l'attività con i pesi (il blog in questione è smartlifting.org), però alcuni articoli parlavano della scoliosi, del corsetto Chêneau e dell'Istituto Duchenne.
Inoltre veniva segnalato il mio blog attraverso un link ad un articolo che io scrissi proprio sulla scoliosi. Questo è la pagina dell'articolo da me scritto:
http://deartegymnastica.blogspot.it/2011/07/efficacia-del-trattamento-della.html
Nei post in questione sul blog smartlifting, il blogger parlava della storia della scoliosi di sua figlia, di come avevano affrontato la situazione in famiglia e di come la situazione si stava risolvendo grazie al corsetto Chêneau, alla Ginnastica Medica secondo le tecniche I.D. (Istituto Duchenne) fatta presso una palestra di Arezzo e al Prof. Marco Pecchioli.
Ho contattato questa persona via mail.
Gli chiesi se poteva fornirmi ulteriori dettagli della loro storia, come erano venuti a conoscenza del mio blog, dell'Istituto Duchenne, del Prof. Marco Pecchioli e se potevo parlare della loro storia sul mio blog
Infine lo ringraziai per aver reso pubblica la loro storia, in quanto era molto importante quello che aveva scritto perché aveva dato una testimonianza diretta di quello che io sostenevo sul mio blog e di quello che sosteniamo all'Istituto Duchenne, e per aver segnalato il mio blog ai suoi lettori.
Quando Paolo mi rispose (è il nome del blogger di smartlifting) mi fornì tutti i dettagli della storia di sua figlia e mi disse che potevo parlarne tranquillamente sul mio blog.
Anzi mi ringraziò perché fu grazie al mio articolo (di cui ho messo il link precedentemente) che si convinse della validità del corsetto Chêneau e della necessità della Ginnastica Medica secondo le tecniche I.D. (gli era stato detto che fare ginnastica correttiva non serviva a nulla, anzi era una perdita di tempo! lo potrete leggere voi stessi sul suo blog perché metterò i link delle pagine) e della competenza del Prof. Marco Pecchioli.
Fatta questa premessa doverosa, adesso vi riassumo brevemente la storia della figlia di Paolo, ma preferisco che tutti i dettagli più importanti li leggiate direttamente sul suo blog, in modo che possiate rendervi conto da voi dell'importanza di quanto riportato in quei post!
E poi chi meglio di Paolo vi può dare tutti i dettagli della storia di sua figlia? Così chi lo vorrà contattare per chiedergli un consiglio o un parere lo potrà fare attraverso il suo blog.
Per questo, al termine del mio riassunto, vi segnalerò i link delle pagine dove si parla della storia della figlia di Paolo.
La scoliosi alla figlia di Paolo fu diagnosticata dalla dottoressa della mutua, la quale consigliò di fare una visita all'Istituto Don Gnocchi di Firenze, secondo lei e a detta di conoscenti di Paolo "all'avanguardia nella cura della scoliosi"
L'Ortopedico dell'Istituto Don Gnocchi che visita la figlia di Paolo, prospetta a Paolo e a sua moglie (ma più che altro a sua figlia) di indossare un busto per 23 ore al giorno.
Alla domanda di Paolo su quale fosse la ginnastica posturale da affiancare all'utilizzo del busto, la risposta dell'ortopedico è stata: "Non serve a niente".
La risposta non convince Paolo, ma non dice nulla per evitare polemiche inutili.
Fortunatamente un'amica di famiglia gli consiglia di fare una visita anche dal Prof. Marco Pecchioli.
Paolo cerca questo nome su internet e si imbatte nel mio articolo.
Il mio articolo gli chiarisce le idee e gli dà la conferma di quello che pensava: oltre al busto serve anche la ginnastica correttiva!
Così Paolo decide di fissare un appuntamento con il Prof. Marco Pecchioli.
A questo punto preferisco interrompere il mio riassunto e di rimandarvi direttamente agli articoli sul blog di Paolo attraverso i link alle pagine.
I link li ho messi in ordine cronologico.
la scoliosi - una piccola storia fra le tante parte 1
la scoliosi - una piccola storia fra le tante parte 2
la scoliosi - una piccola storia fra le tante parte 3
storia di una piccola scoliosi - miglioramenti
Mi raccomando leggeteli con attenzione!
Sono un po' lunghi ma ne vale veramente la pena perderci un po' di tempo.
Fatemi concludere questo mio intervento ringraziando pubblicamente Paolo e sua moglie per quello che hanno fatto, per la disponibilità e la cortesia nei miei confronti.
E voglio fare i complimenti alla figlia di Paolo, anche se non la conosco di persona, per come si sta impegnando per risolvere il suo problema e per la determinazione che ci sta mettendo!
Buona lettura.
Sono tornato!
Scusatemi se non ho più aggiornato il blog ma sono stato veramente impegnato!
La settimana scorsa dovevo preparare la mia relazione che avrei presentato al Convegno del fine settimana scorso all'Istituto Duchenne dal tema "La Ginnastica dall'infanzia all'adolescenza", questa settimana invece sono stato impegnato con l'organizazzione dei campi estivi che farò a Giugno in palestra, del Saggio di Ginnastica di fine anno che tutti gli anni facciamo in palestra per mostrare ai genitori e a chiunque partecipi il lavoro svolto durante l'anno ed infine con l'organizzazione del campeggio che farò quest'anno con alcuni ragazzini e ragazzi della palestra dove lavoro.
Un fine Maggio niente male!
Ora vediamo di ripartire.
In questo post voglio riportare la storia di una scoliosi di cui sono venuto a conoscenza grazie al mio blog.
Qualche settimana fa trovai tra le statistiche del mio blog un blog da cui molte persone si erano collegate successivamente al mio.
Per curiosità visitai questo blog e scoprii, con grande stupore, che si parlava di scoliosi e di Istituto Duchenne.
In realtà il tema del blog è l'attività con i pesi (il blog in questione è smartlifting.org), però alcuni articoli parlavano della scoliosi, del corsetto Chêneau e dell'Istituto Duchenne.
Inoltre veniva segnalato il mio blog attraverso un link ad un articolo che io scrissi proprio sulla scoliosi. Questo è la pagina dell'articolo da me scritto:
http://deartegymnastica.blogspot.it/2011/07/efficacia-del-trattamento-della.html
Nei post in questione sul blog smartlifting, il blogger parlava della storia della scoliosi di sua figlia, di come avevano affrontato la situazione in famiglia e di come la situazione si stava risolvendo grazie al corsetto Chêneau, alla Ginnastica Medica secondo le tecniche I.D. (Istituto Duchenne) fatta presso una palestra di Arezzo e al Prof. Marco Pecchioli.
Ho contattato questa persona via mail.
Gli chiesi se poteva fornirmi ulteriori dettagli della loro storia, come erano venuti a conoscenza del mio blog, dell'Istituto Duchenne, del Prof. Marco Pecchioli e se potevo parlare della loro storia sul mio blog
Infine lo ringraziai per aver reso pubblica la loro storia, in quanto era molto importante quello che aveva scritto perché aveva dato una testimonianza diretta di quello che io sostenevo sul mio blog e di quello che sosteniamo all'Istituto Duchenne, e per aver segnalato il mio blog ai suoi lettori.
Quando Paolo mi rispose (è il nome del blogger di smartlifting) mi fornì tutti i dettagli della storia di sua figlia e mi disse che potevo parlarne tranquillamente sul mio blog.
Anzi mi ringraziò perché fu grazie al mio articolo (di cui ho messo il link precedentemente) che si convinse della validità del corsetto Chêneau e della necessità della Ginnastica Medica secondo le tecniche I.D. (gli era stato detto che fare ginnastica correttiva non serviva a nulla, anzi era una perdita di tempo! lo potrete leggere voi stessi sul suo blog perché metterò i link delle pagine) e della competenza del Prof. Marco Pecchioli.
Fatta questa premessa doverosa, adesso vi riassumo brevemente la storia della figlia di Paolo, ma preferisco che tutti i dettagli più importanti li leggiate direttamente sul suo blog, in modo che possiate rendervi conto da voi dell'importanza di quanto riportato in quei post!
E poi chi meglio di Paolo vi può dare tutti i dettagli della storia di sua figlia? Così chi lo vorrà contattare per chiedergli un consiglio o un parere lo potrà fare attraverso il suo blog.
Per questo, al termine del mio riassunto, vi segnalerò i link delle pagine dove si parla della storia della figlia di Paolo.
La scoliosi alla figlia di Paolo fu diagnosticata dalla dottoressa della mutua, la quale consigliò di fare una visita all'Istituto Don Gnocchi di Firenze, secondo lei e a detta di conoscenti di Paolo "all'avanguardia nella cura della scoliosi"
L'Ortopedico dell'Istituto Don Gnocchi che visita la figlia di Paolo, prospetta a Paolo e a sua moglie (ma più che altro a sua figlia) di indossare un busto per 23 ore al giorno.
Alla domanda di Paolo su quale fosse la ginnastica posturale da affiancare all'utilizzo del busto, la risposta dell'ortopedico è stata: "Non serve a niente".
La risposta non convince Paolo, ma non dice nulla per evitare polemiche inutili.
Fortunatamente un'amica di famiglia gli consiglia di fare una visita anche dal Prof. Marco Pecchioli.
Paolo cerca questo nome su internet e si imbatte nel mio articolo.
Il mio articolo gli chiarisce le idee e gli dà la conferma di quello che pensava: oltre al busto serve anche la ginnastica correttiva!
Così Paolo decide di fissare un appuntamento con il Prof. Marco Pecchioli.
A questo punto preferisco interrompere il mio riassunto e di rimandarvi direttamente agli articoli sul blog di Paolo attraverso i link alle pagine.
I link li ho messi in ordine cronologico.
la scoliosi - una piccola storia fra le tante parte 1
la scoliosi - una piccola storia fra le tante parte 2
la scoliosi - una piccola storia fra le tante parte 3
storia di una piccola scoliosi - miglioramenti
Mi raccomando leggeteli con attenzione!
Sono un po' lunghi ma ne vale veramente la pena perderci un po' di tempo.
Fatemi concludere questo mio intervento ringraziando pubblicamente Paolo e sua moglie per quello che hanno fatto, per la disponibilità e la cortesia nei miei confronti.
E voglio fare i complimenti alla figlia di Paolo, anche se non la conosco di persona, per come si sta impegnando per risolvere il suo problema e per la determinazione che ci sta mettendo!
Buona lettura.
Insegnante, Istruttore, Allenatore di fronte al soggetto scoliotico: cosa fare e cosa non fare.
Questa relazione è stata presentata in occasione del XIII CONGRESSO NAZIONALE DELLA S.I.E.F. dal tema "Il trattamento incruento della scoliosi oggi: il corsetto Chêneau e la Ginnastica Medica al servizio della persona", che si tenne a Lido di Camaiore l'8 e 9 Novembre 2008.
La relazione venne presentata dal Prof. Marco Pecchioli, Medico Ortopedico e Direttore dell'Istituto Duchenne, e da Danilo Matteucci e Paolo Bartolozzi, insegnanti di Educazione Fisica e Maestri di Ginnastica.
Nella relazione si spiegò come dovrebbero comportarsi diverse figure professionali, in questo caso l'insegnante, l'istruttore e l'allenatore, nel caso in cui avessero a che fare con un soggetto scoliotico.
Spero che la relazione possa dare molti spunti di riflessione a chi leggerà e ci siano domande a riguardo.
Buona lettura.
La frequenza nella popolazione di soggetti portatori di scoliosi è molto elevata.
Non è possibile oggi dire "quanto" sia elevata, perché non esistono e non è neppure possibile condurre studi affidabili su questo argomento, ma resta il fatto che sono veramente molti i soggetti con scoliosi.
Rivolgendoci ad un uditorio generico, ossia di persone non necessariamente competenti in materia di scoliosi, è bene aggiungere subito che se la scoliosi conosciuta da tutti è il "gobbo per parte", quanto detto sopra non significa che ci siano molte persone "gobbe".
Sono molte difatti le scoliosi che a malapena le vede lo specialista.
La frequenza delle scoliosi nella popolazione diminuisce in proporzione inversa alla gravità, ossia scoliosi molto gravi sono rare, scoliosi leggere sono molto frequenti.
La preoccupazione di fronte ad una scoliosi anche leggera nasce dal fatto che le scoliosi gravi iniziano piccole e piano piano si aggravano ed anche dal fatto che oggi sappiamo che le scoliosi lievi, che restano lievi anche in età adulta, col passare degli anni, invecchiando, possono diventare molto gravi e provocare anche dei dolori intensi.
Una caratteristica delle scoliosi lombari e dorso-lombari anche leggere in età giovanile è che esse possono dar luogo, con l'invecchiare della persona, ad un visibile e psicologicamente penoso incurvamento di tutto il tronco.
A questo punto sorge immediato il problema di come si deve comportare in insegnante a scuola, quando abbia nella scolaresca dei soggetti scoliotici, un istruttore in palestra, quando debba far fare la ginnastica a dei clienti con scoliosi, un allenatore sportivo, quando si trovi ad allenare degli atleti (per lo più ragazzi o ragazze) portatori di scoliosi.
Con questa nostra relazione cercheremo di dare una risposta a questa domanda "come si deve comportare".
Cercheremo anche di dare delle risposte chiare, precise, ma anche sintetiche.
Per fare ciò si stabiliscono alcune regole generali.
PRIMA REGOLA
"La colonna vertebrale va lasciata in pace".
Questo significa che in un soggetto scoliotico, ma questo vale anche per tutte quante le persone, NON si devono mai fare esercizi di mobilizzazione del rachide, perché una colonna vertebrale a rischio di scoliosi, o con una scoliosi già in atto, se viene mobilizzata, letteralmente si scardina e tende a "crollare".
SECONDA REGOLA
"Ricercare l'indipendenza tronco-arti inferiori".
Ciò significa che tutti i gesti atletici che richiedono un movimento degli arti sul tronco, o viceversa del tronco sugli arti, devono essere resi autonomi, ossia gli arti devono potersi muovere senza coinvolgere o indurre un movimento del tronco o viceversa.
Questa regola prevede la ricerca della massima mobilità delle anche, sia sul piano articolare in senso stretto, che sul piano muscolare.
La scelta degli esercizi rivolti all'ottenimento di questo risultato richiede una grande competenza da parte dell'insegnante, ma anche una grande dedizione e spirito di sacrificio da parte del soggetto, perché è necessario un grande allenamento ed il mantenimento nel tempo dei risultati raggiunti.
Bisogna poi imparare a riportare tutto ciò nella gestualità della vita quotidiana ed anche questo è un argomento specifico.
TERZA REGOLA
"Il soggetto scoliotico deve vivere una vita più normale possibile, rinunciando a meno cose possibile".
Questo significa che il soggetto scoliotico è una persona normale e non un emarginato; è una persona che deve poter fare l'attività motoria al pari di tutti gli altri suoi compagni in palestra e non in ospedale o in clinica di Riabilitazione, con un insegnante in tuta da ginnastica e non con un fisioterapista in camice bianco.
Questo richiede una grande preparazione da parte dell'insegnante, istruttore, o allenatore ed una sufficiente disponibilità di mezzi e attrezzature ginniche.
Queste tre regole prevedono una convergenze di idee ed orientamenti tra coloro che orientano la terapia, una mente sgombra da preconcetti e timori ingiustificati ed un sapere comune e condiviso.
Il soggetto scoliotico deve essere curato secondo il criterio più efficace.
A tutt'oggi la scoliosi ha trovato nel corsetto CHÊNEAU l'ortesi più indicata e nella Ginnastica Correttiva e/o Medica eseguita secondo le Tecniche I.D.. la più utile e verificata tra tutte quelle proposte.
L'Ortopedico pertanto di fronte ad una scoliosi valuterà se esista l'indicazione o meno all'uso del corsetto (che è la cura della scoliosi) e prescriverà la "ginnastica eseguita secondo le tecniche I.D." come adiuvante igienico indispensabile...
Deve specificare "secondo le tecniche I.D.", perché tali tecniche sono verificate e soprattutto partono da presupposti teorici corretti e senza velleità terapeutiche e correttive della scoliosi, come viene ingannevolmente vantato da altre metodiche.
Quanto sopra prevede l'esistenza di tecnici ortopedici che sappiano costruire bene il corsetto CHÊNEAU, di Maestri di Ginnastica che conoscano le Tecniche I.D., di Palestre o Studi di Ginnastica che non siano troppo distanti dall'abitazione del soggetto scoliotico, una legislazione adeguata "dedicata" per tali palestre - distinte da quelle per l'attività sportiva - una legislazione che riconosca la Professione di Maestro di Ginnastica, una Scuola di grado universitario dove questi Maestri di Ginnastica vengano preparati (attualmente esiste soltanto l'ISTITUTO DUCHENNE di Firenze) e dove si coordini la ricerca.
Sarebbe secondo me necessaria l'introduzione dell'insegnamento gratuito della Ginnastica Correttiva in tutte le scuole elementari e medie inferiori.
Per la pratica di attività sportive l'Ortopedico acconsente a tutte, tranne quelle che manifestamente sono dannose alla colonna vertebrale, quali il sollevamento pesi, certe forme di lotta, certe forme di ginnastica che destabilizzano la colonna vertebrale perché le richiedono una eccessiva mobilità, ecc., da praticare in modo cosiddetto "non agonistico".
In altre parole lo scoliotico, anche portatore di un corsetto, deve da giovane potere imparare a nuotare, a sciare, a giocare a tennis, a pattinare, ad andare in bicicletta, a giocare al calcio, a pallavolo, a pallacanestro, a remare, ad andare a cavallo, a danzare, ecc. secondo le possibilità economiche della famiglia e le sue preferenze, per condurre da adulto una vita più completa possibile ed in ogni caso al pari delle altre persone.
La ginnastica scolastica dovrebbe rispettare comunque i principi teorici elencati in apertura di questa relazione, perché essi sono validi per tutte le persone.
La palestra della scuola dovrebbe essere ben attrezzata con tutti gli attrezzi della ginnastica classica e con tutte le misure di sicurezza necessarie.
L'insegnamento della ginnastica dovrebbe avere a disposizione almeno 3 lezioni settimanali di un'ora ciascuna distinte e non raggruppate in un solo giorno, per contrastare i danni provocati sugli alunni dalla sedentarietà.
Durante queste 3 ore di lezione l'insegnante dovrebbe dedicare del tempo per lo studio specifico degli esercizi di Ginnastica Correttiva che sarebbero utili comunque per tutta la scolaresca, magari a scopo preventivo delle deformità dell'apparato locomotore.
I giochi sportivi potrebbero essere eseguiti da tutti gli alunni.
Per gli scoliotici devono comunque essere evitate le attività che comportino il sollevamento di pesi, tenendo in considerazione sempre le Tre Regole prima elencate.
Generalmente però questo termine viene riservato a coloro che lavorano nelle palestre di fitness.
Questi istruttori hanno una grande professionalità nel loro specifico settore, ma non hanno la competenza di un insegnante laureato.
L'istruttore pertanto insegnerà la sua disciplina a chi a lui si rivolgerà e metterà in guardia e starà lui stesso in guardia, sulla evenienza di avere a che fare con soggetti scoliotici.
Per essi dovrà attenersi ai principi fondamentali enunciati sopra ed eventualmente limitare e adeguare ad essi l'attività motoria proposta.
Nelle società sportive di livello professionistico, di fronte ad un soggetto scoliotico, si limiterà all'insegnamento dei fondamentali individuali e di squadra appartenenti a quello specifico sport ed al gioco o alla gara.
In particolare egli lascerà la preparazione atletica di base ad un insegnante che avrà una competenza specifica in materia di scoliosi, accettando eventualmente anche certi adattamenti del gesto proposti dall'insegnante stesso.
Nelle società sportive minori sarà bene che l'allenatore si protegga con una certificazione medica attestante l'idoneità del soggetto scoliotico a praticare quell'attività sportiva in modo non agonistico e che non si addentri in esercizi di preparazione atletica di base, per evitare di incorrere in errori, non essendo lui lo specialista ginnico della scoliosi, né avendone la voglia di diventarlo.
Egli inoltre non dovrà umiliare il soggetto scoliotico facendolo sentire diverso dagli altri limitandolo nell'attività sportiva non agonistica: lo scoliotico, se un certificato medico lo attesta, potrà praticarla senza problemi, aggiungendo, magari per conto proprio, la preparazione fisica di base fatta sotto la guida di mani esperte come quelle di un Maestro di Ginnastica.
La relazione venne presentata dal Prof. Marco Pecchioli, Medico Ortopedico e Direttore dell'Istituto Duchenne, e da Danilo Matteucci e Paolo Bartolozzi, insegnanti di Educazione Fisica e Maestri di Ginnastica.
Nella relazione si spiegò come dovrebbero comportarsi diverse figure professionali, in questo caso l'insegnante, l'istruttore e l'allenatore, nel caso in cui avessero a che fare con un soggetto scoliotico.
Spero che la relazione possa dare molti spunti di riflessione a chi leggerà e ci siano domande a riguardo.
Buona lettura.
La frequenza nella popolazione di soggetti portatori di scoliosi è molto elevata.
Non è possibile oggi dire "quanto" sia elevata, perché non esistono e non è neppure possibile condurre studi affidabili su questo argomento, ma resta il fatto che sono veramente molti i soggetti con scoliosi.
Rivolgendoci ad un uditorio generico, ossia di persone non necessariamente competenti in materia di scoliosi, è bene aggiungere subito che se la scoliosi conosciuta da tutti è il "gobbo per parte", quanto detto sopra non significa che ci siano molte persone "gobbe".
Sono molte difatti le scoliosi che a malapena le vede lo specialista.
La frequenza delle scoliosi nella popolazione diminuisce in proporzione inversa alla gravità, ossia scoliosi molto gravi sono rare, scoliosi leggere sono molto frequenti.
La preoccupazione di fronte ad una scoliosi anche leggera nasce dal fatto che le scoliosi gravi iniziano piccole e piano piano si aggravano ed anche dal fatto che oggi sappiamo che le scoliosi lievi, che restano lievi anche in età adulta, col passare degli anni, invecchiando, possono diventare molto gravi e provocare anche dei dolori intensi.
Una caratteristica delle scoliosi lombari e dorso-lombari anche leggere in età giovanile è che esse possono dar luogo, con l'invecchiare della persona, ad un visibile e psicologicamente penoso incurvamento di tutto il tronco.
A questo punto sorge immediato il problema di come si deve comportare in insegnante a scuola, quando abbia nella scolaresca dei soggetti scoliotici, un istruttore in palestra, quando debba far fare la ginnastica a dei clienti con scoliosi, un allenatore sportivo, quando si trovi ad allenare degli atleti (per lo più ragazzi o ragazze) portatori di scoliosi.
Con questa nostra relazione cercheremo di dare una risposta a questa domanda "come si deve comportare".
Cercheremo anche di dare delle risposte chiare, precise, ma anche sintetiche.
Per fare ciò si stabiliscono alcune regole generali.
PRIMA REGOLA
"La colonna vertebrale va lasciata in pace".
Questo significa che in un soggetto scoliotico, ma questo vale anche per tutte quante le persone, NON si devono mai fare esercizi di mobilizzazione del rachide, perché una colonna vertebrale a rischio di scoliosi, o con una scoliosi già in atto, se viene mobilizzata, letteralmente si scardina e tende a "crollare".
SECONDA REGOLA
"Ricercare l'indipendenza tronco-arti inferiori".
Ciò significa che tutti i gesti atletici che richiedono un movimento degli arti sul tronco, o viceversa del tronco sugli arti, devono essere resi autonomi, ossia gli arti devono potersi muovere senza coinvolgere o indurre un movimento del tronco o viceversa.
Questa regola prevede la ricerca della massima mobilità delle anche, sia sul piano articolare in senso stretto, che sul piano muscolare.
La scelta degli esercizi rivolti all'ottenimento di questo risultato richiede una grande competenza da parte dell'insegnante, ma anche una grande dedizione e spirito di sacrificio da parte del soggetto, perché è necessario un grande allenamento ed il mantenimento nel tempo dei risultati raggiunti.
Bisogna poi imparare a riportare tutto ciò nella gestualità della vita quotidiana ed anche questo è un argomento specifico.
TERZA REGOLA
"Il soggetto scoliotico deve vivere una vita più normale possibile, rinunciando a meno cose possibile".
Questo significa che il soggetto scoliotico è una persona normale e non un emarginato; è una persona che deve poter fare l'attività motoria al pari di tutti gli altri suoi compagni in palestra e non in ospedale o in clinica di Riabilitazione, con un insegnante in tuta da ginnastica e non con un fisioterapista in camice bianco.
Questo richiede una grande preparazione da parte dell'insegnante, istruttore, o allenatore ed una sufficiente disponibilità di mezzi e attrezzature ginniche.
Queste tre regole prevedono una convergenze di idee ed orientamenti tra coloro che orientano la terapia, una mente sgombra da preconcetti e timori ingiustificati ed un sapere comune e condiviso.
- Il parere dell'ORTOPEDICO.
Il soggetto scoliotico deve essere curato secondo il criterio più efficace.
A tutt'oggi la scoliosi ha trovato nel corsetto CHÊNEAU l'ortesi più indicata e nella Ginnastica Correttiva e/o Medica eseguita secondo le Tecniche I.D.. la più utile e verificata tra tutte quelle proposte.
L'Ortopedico pertanto di fronte ad una scoliosi valuterà se esista l'indicazione o meno all'uso del corsetto (che è la cura della scoliosi) e prescriverà la "ginnastica eseguita secondo le tecniche I.D." come adiuvante igienico indispensabile...
Deve specificare "secondo le tecniche I.D.", perché tali tecniche sono verificate e soprattutto partono da presupposti teorici corretti e senza velleità terapeutiche e correttive della scoliosi, come viene ingannevolmente vantato da altre metodiche.
Quanto sopra prevede l'esistenza di tecnici ortopedici che sappiano costruire bene il corsetto CHÊNEAU, di Maestri di Ginnastica che conoscano le Tecniche I.D., di Palestre o Studi di Ginnastica che non siano troppo distanti dall'abitazione del soggetto scoliotico, una legislazione adeguata "dedicata" per tali palestre - distinte da quelle per l'attività sportiva - una legislazione che riconosca la Professione di Maestro di Ginnastica, una Scuola di grado universitario dove questi Maestri di Ginnastica vengano preparati (attualmente esiste soltanto l'ISTITUTO DUCHENNE di Firenze) e dove si coordini la ricerca.
Sarebbe secondo me necessaria l'introduzione dell'insegnamento gratuito della Ginnastica Correttiva in tutte le scuole elementari e medie inferiori.
Per la pratica di attività sportive l'Ortopedico acconsente a tutte, tranne quelle che manifestamente sono dannose alla colonna vertebrale, quali il sollevamento pesi, certe forme di lotta, certe forme di ginnastica che destabilizzano la colonna vertebrale perché le richiedono una eccessiva mobilità, ecc., da praticare in modo cosiddetto "non agonistico".
In altre parole lo scoliotico, anche portatore di un corsetto, deve da giovane potere imparare a nuotare, a sciare, a giocare a tennis, a pattinare, ad andare in bicicletta, a giocare al calcio, a pallavolo, a pallacanestro, a remare, ad andare a cavallo, a danzare, ecc. secondo le possibilità economiche della famiglia e le sue preferenze, per condurre da adulto una vita più completa possibile ed in ogni caso al pari delle altre persone.
- Il parere dell'INSEGNANTE
La ginnastica scolastica dovrebbe rispettare comunque i principi teorici elencati in apertura di questa relazione, perché essi sono validi per tutte le persone.
La palestra della scuola dovrebbe essere ben attrezzata con tutti gli attrezzi della ginnastica classica e con tutte le misure di sicurezza necessarie.
L'insegnamento della ginnastica dovrebbe avere a disposizione almeno 3 lezioni settimanali di un'ora ciascuna distinte e non raggruppate in un solo giorno, per contrastare i danni provocati sugli alunni dalla sedentarietà.
Durante queste 3 ore di lezione l'insegnante dovrebbe dedicare del tempo per lo studio specifico degli esercizi di Ginnastica Correttiva che sarebbero utili comunque per tutta la scolaresca, magari a scopo preventivo delle deformità dell'apparato locomotore.
I giochi sportivi potrebbero essere eseguiti da tutti gli alunni.
Per gli scoliotici devono comunque essere evitate le attività che comportino il sollevamento di pesi, tenendo in considerazione sempre le Tre Regole prima elencate.
- La colonna vertebrale va lasciata in pace
- Ricercare l'indipendenza tronco-arti inferiori
- Il soggetto scoliotico deve vivere una vita più normale possibile, rinunciando a meno cose possibile
- Il parere dell'ISTRUTTORE.
Generalmente però questo termine viene riservato a coloro che lavorano nelle palestre di fitness.
Questi istruttori hanno una grande professionalità nel loro specifico settore, ma non hanno la competenza di un insegnante laureato.
L'istruttore pertanto insegnerà la sua disciplina a chi a lui si rivolgerà e metterà in guardia e starà lui stesso in guardia, sulla evenienza di avere a che fare con soggetti scoliotici.
Per essi dovrà attenersi ai principi fondamentali enunciati sopra ed eventualmente limitare e adeguare ad essi l'attività motoria proposta.
- Il parere dell'ALLENATORE.
Nelle società sportive di livello professionistico, di fronte ad un soggetto scoliotico, si limiterà all'insegnamento dei fondamentali individuali e di squadra appartenenti a quello specifico sport ed al gioco o alla gara.
In particolare egli lascerà la preparazione atletica di base ad un insegnante che avrà una competenza specifica in materia di scoliosi, accettando eventualmente anche certi adattamenti del gesto proposti dall'insegnante stesso.
Nelle società sportive minori sarà bene che l'allenatore si protegga con una certificazione medica attestante l'idoneità del soggetto scoliotico a praticare quell'attività sportiva in modo non agonistico e che non si addentri in esercizi di preparazione atletica di base, per evitare di incorrere in errori, non essendo lui lo specialista ginnico della scoliosi, né avendone la voglia di diventarlo.
Egli inoltre non dovrà umiliare il soggetto scoliotico facendolo sentire diverso dagli altri limitandolo nell'attività sportiva non agonistica: lo scoliotico, se un certificato medico lo attesta, potrà praticarla senza problemi, aggiungendo, magari per conto proprio, la preparazione fisica di base fatta sotto la guida di mani esperte come quelle di un Maestro di Ginnastica.
Convegno di aggiornamento.
Sabato 23 Ottobre all'Istituto Duchenne di Firenze dalle 15.00 alle 19.30, si terrà il convegno di aggiornamento dal titolo "SCOLIOSI E GINNASTICA - Novità nel trattamento della scoliosi.
Il programma della giornata è il seguente:
ORE 15.00
- Lezione Magistrale: Novità nel trattamento della scoliosi.
- Anatomia normale e patologica della colonna vertebrale.
- Fisiologia dei movimenti della colonna vertebrale.
- Patologia della colonna vertebrale nella scoliosi: significato della
angolazione, rotazione, torsione, cuneizzazione, posizione.
- Comportamento del gibbo nei movimenti del tronco.
- L'asimmetria toracica anteriore.
ORE 16.30
- Il corsetto Chêneau: la parola del tecnico ortopedico.
ORE 17.00
- Classificazioni delle scoliosi.
- Andamento delle scoliosi.
- Un caso di scoliosi.
ORE 17.15
- DISCUSSIONE.
ORE 17.30
- INTERVALLO.
ORE 17.45
- Significato della Ginnastica nella scoliosi: i principi delle Tecniche
I.D.
ORE 19.00
- DISCUSSIONE.
ORE 19.30
- Chiusura dei lavori.
Relatori:
Marco Pecchioli - Ortopedico
Claudio Bianchini - Maestro di Ginnastica
Danilo Matteucci - Maestro di Ginnastica
Maria Pia Petrucci - Maestra di Ginnastica
Andrea Giusti - Maestro di Ginnastica
Rosa Pascai - Tecnico Ortopedico
Il convegno si completerà la Domenica mattina, 23 Ottobre, con la parte pratica, dove verrano affrontati e provati i seguenti esercizi e attrezzi:
- Studio dei modellaggi dei gibbi.
- Allungamento ischiocrurali (i.c.)
- Esercizi in corsetto.
- Trapezio.
- Scala orizzontale.
Chi fosse interessato a partecipare è pregato di chiamare la segreteria dell'Istituto Duchenne, 055-4360774, per comunicare la sua presenza.
La mia relazione verrà esposta verso le 17.00.
In seguito vedrò di metterla anche sul blog.
A presto.
Il programma della giornata è il seguente:
ORE 15.00
- Lezione Magistrale: Novità nel trattamento della scoliosi.
- Anatomia normale e patologica della colonna vertebrale.
- Fisiologia dei movimenti della colonna vertebrale.
- Patologia della colonna vertebrale nella scoliosi: significato della
angolazione, rotazione, torsione, cuneizzazione, posizione.
- Comportamento del gibbo nei movimenti del tronco.
- L'asimmetria toracica anteriore.
ORE 16.30
- Il corsetto Chêneau: la parola del tecnico ortopedico.
ORE 17.00
- Classificazioni delle scoliosi.
- Andamento delle scoliosi.
- Un caso di scoliosi.
ORE 17.15
- DISCUSSIONE.
ORE 17.30
- INTERVALLO.
ORE 17.45
- Significato della Ginnastica nella scoliosi: i principi delle Tecniche
I.D.
ORE 19.00
- DISCUSSIONE.
ORE 19.30
- Chiusura dei lavori.
Relatori:
Marco Pecchioli - Ortopedico
Claudio Bianchini - Maestro di Ginnastica
Danilo Matteucci - Maestro di Ginnastica
Maria Pia Petrucci - Maestra di Ginnastica
Andrea Giusti - Maestro di Ginnastica
Rosa Pascai - Tecnico Ortopedico
Il convegno si completerà la Domenica mattina, 23 Ottobre, con la parte pratica, dove verrano affrontati e provati i seguenti esercizi e attrezzi:
- Studio dei modellaggi dei gibbi.
- Allungamento ischiocrurali (i.c.)
- Esercizi in corsetto.
- Trapezio.
- Scala orizzontale.
Chi fosse interessato a partecipare è pregato di chiamare la segreteria dell'Istituto Duchenne, 055-4360774, per comunicare la sua presenza.
La mia relazione verrà esposta verso le 17.00.
In seguito vedrò di metterla anche sul blog.
A presto.
Conseguenze del trattamento chirurgico della scoliosi a lunga distanza di tempo. (video)
Nel post precedente riportai una delle relazioni che il Prof. Marco Pecchioli presentò al XIII Congresso Nazionale della S.I.E.F. tenutosi a Lido di Camaiore l'8 e il 9 Novembre 2008.
Ad un certo punto nel suo intervento si parlava del fatto che in casi in cui le anche di una persona fossero "rigide" in termini di mobilità articolare, fosse controindicato artrodesizzare la colonna vertebrale di un soggetto anche se gravemente scoliotica.
A tal proposito si riportava l'esempio di una persona, le cui anche erano estremamente rigide per esiti di morbo di Perthes, e delle problematiche che questa persona aveva riscontrato in seguito all'intervento.
Aggiunsi tra parentesi che avrei fatto vedere in un post successivo il filmato relativo a questa persona.
Nel filmato seguente vedrete il caso di questa persona.
Il filmato dura circa 7 minuti ed è parte dell'intervento del Prof. Pecchioli al Congresso relativo alla sua relazione sulle "Conseguenze del trattamento chirurgico della scoliosi a lunga distanza di tempo".
Nei primi 5 minuti circa vedrete i casi di altre due persone operate e delle conseguenze subite con il passare degli anni.
In particolare una di queste persone (sulle radiografie si legge il nome Tiziana) è stata operata a 14 anni: valutate voi, dalle radiografie che vedrete ed anche se riterrete di non avere le competenze adeguate, se quella era una scoliosi tale da richiedere l'intervento chirurgico...a voi la parola.
Gli ultimi 2 minuti circa di filmato invece mostrano le immagini relative alla persona di cui parlavo prima.
Vengono mostrate le radiografie relative alle sue anche e successivamente si vede la persona stessa che prova ad alzarsi da terra ma non vi riesce a causa della rigidità articolare delle sue anche e all'intervento chirurgico di artrodesi subito alla colonna vertebrale.
Mi dispiace che l'audio non sia il massimo, ma credo che le immagini parlino da sole...
Lascio a voi tutte le valutazioni del caso...
A presto.
Ad un certo punto nel suo intervento si parlava del fatto che in casi in cui le anche di una persona fossero "rigide" in termini di mobilità articolare, fosse controindicato artrodesizzare la colonna vertebrale di un soggetto anche se gravemente scoliotica.
A tal proposito si riportava l'esempio di una persona, le cui anche erano estremamente rigide per esiti di morbo di Perthes, e delle problematiche che questa persona aveva riscontrato in seguito all'intervento.
Aggiunsi tra parentesi che avrei fatto vedere in un post successivo il filmato relativo a questa persona.
Nel filmato seguente vedrete il caso di questa persona.
Il filmato dura circa 7 minuti ed è parte dell'intervento del Prof. Pecchioli al Congresso relativo alla sua relazione sulle "Conseguenze del trattamento chirurgico della scoliosi a lunga distanza di tempo".
Nei primi 5 minuti circa vedrete i casi di altre due persone operate e delle conseguenze subite con il passare degli anni.
In particolare una di queste persone (sulle radiografie si legge il nome Tiziana) è stata operata a 14 anni: valutate voi, dalle radiografie che vedrete ed anche se riterrete di non avere le competenze adeguate, se quella era una scoliosi tale da richiedere l'intervento chirurgico...a voi la parola.
Gli ultimi 2 minuti circa di filmato invece mostrano le immagini relative alla persona di cui parlavo prima.
Vengono mostrate le radiografie relative alle sue anche e successivamente si vede la persona stessa che prova ad alzarsi da terra ma non vi riesce a causa della rigidità articolare delle sue anche e all'intervento chirurgico di artrodesi subito alla colonna vertebrale.
Mi dispiace che l'audio non sia il massimo, ma credo che le immagini parlino da sole...
Lascio a voi tutte le valutazioni del caso...
A presto.
Conseguenze del trattamento chirurgico della scoliosi a lunga distanza di tempo.
Anche in questo post voglio riportare una relazione presentata dal Prof. Marco Pecchioli al XIII Congresso Nazionale della S.I.E.F tenutosi a Lido di Camaiore l'8 e il 9 Novembre 2008.
Leggetelo con molta attenzione perché ritengo sia uno dei più importanti tra quelli scritti fino ad ora.
Buona lettura.
"Il nostro gruppo di lavoro, da me coordinato, ha avuto modo di osservare diversi casi di scoliosi operate da molto tempo (ciò significa decenni dal primo intervento chirurgico per scoliosi).
Alcuni di questi casi saranno presentati nel corso di questo nostro Congresso e saranno la nostra testimonianza della veridicità di quanto sarà affermato in questa comunicazione.
Per noi non è possibile effettuare delle indagini su grandi numeri perché non disponiamo di una struttura ospedaliera propria, né possiamo contare sulla collaborazione dei colleghi chirurghi della scoliosi, perché essi, per lo più, non condividono il nostro pensiero su come affrontare questa patologia deformante e neppure sul trattamento conservativo che noi conduciamo da decenni.
Essi non soltanto non lo conoscono, ma non ne vogliono proprio sapere e si rifiutano di documentarsi su di esso.
Considerata la originalità di questa nostra comunicazione, noi abbiamo trascurato di consultare la bibliografia esistente su questo specifico argomento delle conseguenze a lungo termine della chirurgia della scoliosi, e ci siamo attenuti soltanto a quanto abbiamo constatato noi stessi; questo è il motivo per cui non viene riportato nessun riferimento bibliografico.
Uno tra i casi più gravi (ma non il più grave) da noi visto è stato pubblicato sulla rivista 'La Ginnastica Medica', organo ufficiale della S.I.G.M. Società Italiana di Ginnastica Medica (M. Pecchioli, Storia di una scoliosi, Volume LIV - Fasc. 6 - anno 2006) ed è il racconto, fatta dalla persona stessa, delle vicissitudini sofferte dalla diagnosi della sua scoliosi, al momento della stesura di tale racconto.
Le conseguenze da noi riscontrate nei casi di nostra osservazione, alcuni dei quali saranno mostrati nel corso di questo Congresso, sono state le seguenti:
1 - Elementi radiografici
- Discopatia e artrosi a livello della giunzione inferiore, ma anche a quella superiore, tra il tratto artrodesizzato ed il tratto libero.
- Rottura delle barre.
- Distacco degli uncini.
- Perdita di correzione della angolazione misurata in gradi secondo il metodo Cobb.
- Pseudoartrosi.
- Reintervento (o per inconvenienti nella strumentazione, o per pseudoartrosi, o per tentativo di ripristino dell'assetto fisiologico del rachide - ripristino della lordosi lombare dopo che il primo intervento aveva abolito tale curva).
- Abbiamo osservato anche un caso di scoliosi gravissima, ma associata a marcata rigidità delle anche bilateralmente, per esiti di morbo di Perthes, ancora deambulante, che era stata artrodesizzata alla colonna vertebrale con esito negativo sul piano estetico e con esito drammatico sul piano funzionale, tanto da diventare incapace di rimettersi in piedi da sé, se si fosse distesa per terra. La rigidità in flessione delle anche era all'origine della rottura delle barre e delle pseudoartrosi, quale elemento scatenante nei tentativi di raggiungere i piedi con le mani per vestirsi, infilarsi i calzini, le mutande, ecc. In questo caso estremo, la rigidità delle anche, (compensata - prima della chirurgia vertebrale - dalla mobilità della colonna vertebrale malgrado la scoliosi, nella gestualità della vita quotidiana) era stata scompensata dal bloccaggio chirurgico della colonna vertebrale, con le prevedibili conseguenze: rottura dello strumentario e reintervento per rimuoverlo...lasciando la colonna vertebrale in condizioni peggiori di prima dell'intervento e la efficienza fisica, ma soprattutto l'autosufficienza, in condizioni peggiori.(vi mostrerò il video in un altro post)
È risaputo, ma è anche e semplicemente ovvio, che non si deve artrodesizzare la colonna vertebrale, anche se gravemente scoliotica, ad un soggetto che abbia una rigidità delle anche.
2 - Elementi clinici
- Rachialgie anche di forte intensità, alcune così invalidanti al punto di richiedere il reintervento.
- Appiattimento della lordosi lombare, con cedimento del tronco verso l'avanti e flexum delle ginocchia.
- Impossibilità a stare fermi in piedi per un periodo anche non eccessivo.
- Insufficienze muscolari a vari livelli ed in particolare dei muscoli addominali.
- Difficoltà di vario genere nella gestualità della vita quotidiana.
Questa breve comunicazione potrebbe anche concludersi qui, ma resterebbe da dire la cosa più importante e che dà il colpo di grazia alle eventuali contestazioni dei principi da noi affermati e cioè che:
(1) la scoliosi non deve essere operata, se non in casi gravissimi e nei quali comunque l'intervento ha un grosso margine di risultato rispetto alla situazione naturale. Nello specifico è il momento di smettere di agire in base alla classificazione in gradi Cobb, per cui è lecito sottoporre a chirurgia scoliosi al di sopra dei 50 gradi. Non è affatto lecito questo criterio ed agire così, semplicemente in base a tale constatazione è un errore grave e condannabile.
(2) la ginnastica correttiva e/o medica deve essere praticata sempre. Essa deve essere eseguita secondo le tecniche I.D., perché queste tecniche sono quelle che vengono studiate con la verifica dei risultati ed i risultati sono buoni in ogni caso ove l'indicazione sia corretta.
La cosa più importante è questa: nei nostri corsi di ginnastica capita che si presentino dei soggetti adulti ed anche anziani che sono portatori di scoliosi gravi, anche molto gravi, mi riferisco a curve di 80 e più gradi Cobb, con gibbi visibili e che non si sono operati mai per motivi vari.
Esso vengono per lo più a chiedere di frequentare i nostri corsi di ginnastica perché hanno mal di schiena a vari livelli e spesso insufficienze muscolari e/o rigidità articolari diffuse.
Tra queste persone ce ne sono anche alcune a cui è stato detto che ormai non c'è più niente da fare e che l'unica soluzione può essere chirurgica, anche se in tarda età.
Ebbene queste persone, incluso quelle a cui da più esperti è stata prescritta la chirurgia per la loro grave scoliosi, con la pratica della nostra ginnastica migliorano e migliorano anche esteticamente."
A questo punto vi consiglio di andare a rivedere i filmati che allegai ai post dal titolo "Scoliosi: operare o no?" pubblicati Sabato 8 Gennaio 2011, Lunedì 7 Febbraio 2011 e Lunedì 28 Febbraio 2011. I tre filmati mostravano tre storie di tre persone (una operata e due no) che mostravano le loro capacità fisiche.
Se non li avete ancora visti fatelo, capirete ancora meglio il significato di questo post.
In seguito aggiungerò il filmato di cui si parla nella relazione riportata in questo post.
A presto.
Leggetelo con molta attenzione perché ritengo sia uno dei più importanti tra quelli scritti fino ad ora.
Buona lettura.
"Il nostro gruppo di lavoro, da me coordinato, ha avuto modo di osservare diversi casi di scoliosi operate da molto tempo (ciò significa decenni dal primo intervento chirurgico per scoliosi).
Alcuni di questi casi saranno presentati nel corso di questo nostro Congresso e saranno la nostra testimonianza della veridicità di quanto sarà affermato in questa comunicazione.
Per noi non è possibile effettuare delle indagini su grandi numeri perché non disponiamo di una struttura ospedaliera propria, né possiamo contare sulla collaborazione dei colleghi chirurghi della scoliosi, perché essi, per lo più, non condividono il nostro pensiero su come affrontare questa patologia deformante e neppure sul trattamento conservativo che noi conduciamo da decenni.
Essi non soltanto non lo conoscono, ma non ne vogliono proprio sapere e si rifiutano di documentarsi su di esso.
Considerata la originalità di questa nostra comunicazione, noi abbiamo trascurato di consultare la bibliografia esistente su questo specifico argomento delle conseguenze a lungo termine della chirurgia della scoliosi, e ci siamo attenuti soltanto a quanto abbiamo constatato noi stessi; questo è il motivo per cui non viene riportato nessun riferimento bibliografico.
Uno tra i casi più gravi (ma non il più grave) da noi visto è stato pubblicato sulla rivista 'La Ginnastica Medica', organo ufficiale della S.I.G.M. Società Italiana di Ginnastica Medica (M. Pecchioli, Storia di una scoliosi, Volume LIV - Fasc. 6 - anno 2006) ed è il racconto, fatta dalla persona stessa, delle vicissitudini sofferte dalla diagnosi della sua scoliosi, al momento della stesura di tale racconto.
Le conseguenze da noi riscontrate nei casi di nostra osservazione, alcuni dei quali saranno mostrati nel corso di questo Congresso, sono state le seguenti:
1 - Elementi radiografici
- Discopatia e artrosi a livello della giunzione inferiore, ma anche a quella superiore, tra il tratto artrodesizzato ed il tratto libero.
- Rottura delle barre.
- Distacco degli uncini.
- Perdita di correzione della angolazione misurata in gradi secondo il metodo Cobb.
- Pseudoartrosi.
- Reintervento (o per inconvenienti nella strumentazione, o per pseudoartrosi, o per tentativo di ripristino dell'assetto fisiologico del rachide - ripristino della lordosi lombare dopo che il primo intervento aveva abolito tale curva).
- Abbiamo osservato anche un caso di scoliosi gravissima, ma associata a marcata rigidità delle anche bilateralmente, per esiti di morbo di Perthes, ancora deambulante, che era stata artrodesizzata alla colonna vertebrale con esito negativo sul piano estetico e con esito drammatico sul piano funzionale, tanto da diventare incapace di rimettersi in piedi da sé, se si fosse distesa per terra. La rigidità in flessione delle anche era all'origine della rottura delle barre e delle pseudoartrosi, quale elemento scatenante nei tentativi di raggiungere i piedi con le mani per vestirsi, infilarsi i calzini, le mutande, ecc. In questo caso estremo, la rigidità delle anche, (compensata - prima della chirurgia vertebrale - dalla mobilità della colonna vertebrale malgrado la scoliosi, nella gestualità della vita quotidiana) era stata scompensata dal bloccaggio chirurgico della colonna vertebrale, con le prevedibili conseguenze: rottura dello strumentario e reintervento per rimuoverlo...lasciando la colonna vertebrale in condizioni peggiori di prima dell'intervento e la efficienza fisica, ma soprattutto l'autosufficienza, in condizioni peggiori.(vi mostrerò il video in un altro post)
È risaputo, ma è anche e semplicemente ovvio, che non si deve artrodesizzare la colonna vertebrale, anche se gravemente scoliotica, ad un soggetto che abbia una rigidità delle anche.
2 - Elementi clinici
- Rachialgie anche di forte intensità, alcune così invalidanti al punto di richiedere il reintervento.
- Appiattimento della lordosi lombare, con cedimento del tronco verso l'avanti e flexum delle ginocchia.
- Impossibilità a stare fermi in piedi per un periodo anche non eccessivo.
- Insufficienze muscolari a vari livelli ed in particolare dei muscoli addominali.
- Difficoltà di vario genere nella gestualità della vita quotidiana.
Questa breve comunicazione potrebbe anche concludersi qui, ma resterebbe da dire la cosa più importante e che dà il colpo di grazia alle eventuali contestazioni dei principi da noi affermati e cioè che:
(1) la scoliosi non deve essere operata, se non in casi gravissimi e nei quali comunque l'intervento ha un grosso margine di risultato rispetto alla situazione naturale. Nello specifico è il momento di smettere di agire in base alla classificazione in gradi Cobb, per cui è lecito sottoporre a chirurgia scoliosi al di sopra dei 50 gradi. Non è affatto lecito questo criterio ed agire così, semplicemente in base a tale constatazione è un errore grave e condannabile.
(2) la ginnastica correttiva e/o medica deve essere praticata sempre. Essa deve essere eseguita secondo le tecniche I.D., perché queste tecniche sono quelle che vengono studiate con la verifica dei risultati ed i risultati sono buoni in ogni caso ove l'indicazione sia corretta.
La cosa più importante è questa: nei nostri corsi di ginnastica capita che si presentino dei soggetti adulti ed anche anziani che sono portatori di scoliosi gravi, anche molto gravi, mi riferisco a curve di 80 e più gradi Cobb, con gibbi visibili e che non si sono operati mai per motivi vari.
Esso vengono per lo più a chiedere di frequentare i nostri corsi di ginnastica perché hanno mal di schiena a vari livelli e spesso insufficienze muscolari e/o rigidità articolari diffuse.
Tra queste persone ce ne sono anche alcune a cui è stato detto che ormai non c'è più niente da fare e che l'unica soluzione può essere chirurgica, anche se in tarda età.
Ebbene queste persone, incluso quelle a cui da più esperti è stata prescritta la chirurgia per la loro grave scoliosi, con la pratica della nostra ginnastica migliorano e migliorano anche esteticamente."
A questo punto vi consiglio di andare a rivedere i filmati che allegai ai post dal titolo "Scoliosi: operare o no?" pubblicati Sabato 8 Gennaio 2011, Lunedì 7 Febbraio 2011 e Lunedì 28 Febbraio 2011. I tre filmati mostravano tre storie di tre persone (una operata e due no) che mostravano le loro capacità fisiche.
Se non li avete ancora visti fatelo, capirete ancora meglio il significato di questo post.
In seguito aggiungerò il filmato di cui si parla nella relazione riportata in questo post.
A presto.
Le tecniche I.D nella scoliosi (I.D. sta per Istituto Duchenne)
Questa espressione è stata scelta deliberatamente in contrapposizione a quella di "metodo I.D.".
Essa indica le modalità da rispettare nell'eseguire esercizi fisici proposti per ottenere specifici effetti motori; per esempio allungare i muscoli ischio-crurali (effetto motorio ricercato) utilizzando gli esercizi fisici effettuati "secondo le tecniche I.D.".
Queste tecniche vengono studiate presso l'Istituto Duchenne - Scuola Nazionale di Educazione Fisica.
Quando ci si riferisca ad un determinato programma di ginnastica nel suo insieme, da eseguire secondo le tecniche I.D. (per esempio "ginnastica per infanti", "ginnastica per anziani", ecc.) ugualmente tale programma deve essere svolto ricercando gli obiettivi contemplati dalle tecniche I.D. relative al tema del corso ed effettuando gli esercizi fisici secondo le modalità previste dalle tecniche I.D.
Esempio: nel programma di ginnastica per anziani le tecniche I.D. prevedono lo studio degli esercizi di sospensione, lo studio degli equilibri, lo studio del rilassamento volontario, ecc. e tali obiettivi devono far parte del programma del corso di ginnastica per anziani, se si è indicato che tale programma deve essere eseguito secondo le tecniche I.D.; contemporaneamente, i singoli effetti motori ricercati saranno raggiunti mediante l'applicazione di esercizi fisici eseguiti secondo le modalità previste dalle tecniche I.D.
Quindi in questo ultimo caso esemplificato, l'espressione "secondo le tecniche I.D." va intesa come riferita sia ai singoli argomenti che devono comporre il programma nella sua interezza, che alle modalità di esecuzione dei singoli esercizi fisici.
La scelta dell'uso del termine "tecniche" in contrapposizione a quello di "metodo", come già detto sopra, è una scelta deliberata.
I motivi risiedono nel fatto che il termine "metodo" indica qualcosa di definito ed anche di compiuto, mentre il termine "tecniche" ha un significato aperto e riguarda soltanto le modalità di esecuzione.
Tali modalità restano aperte a modificazioni possibili, se valide e se accettate dal gruppo degli studiosi che si raccolgono attorno alla sigla di cui si tratti (in questo caso tecniche "I.D.") e che si confrontano e si aggiornano continuamente.
Inoltre i "metodi" sono generalmente il frutto della mente di uno studioso che li propone e li elabora e restano fissi dalla loro nascita alla loro scomparsa.
Le "tecniche" sono invece delle modalità di esecuzione (in questo caso di esercizi fisici) elaborate da più studiosi; esse possono anche variare nel tempo, in base agli studi ed ai risultati della loro applicazione.
Il termine "tecniche" inoltre e soprattutto, non preclude la ricerca e quindi le eventuali modificazioni ed aggiornamenti che si rendano via via necessari e lascia spazio a qualsiasi studioso che desideri impegnarsi nella ricerca, che voglia rendere partecipi gli altri dei suoi progressi e che accetti di restare sempre sotto il giudizio degli altri e del risultato che scaturisce dalla applicazione pratica delle sue proposte.
Il termine "tecniche" inoltre lascia apertura alla introduzione di obiettivi aggiuntivi, come pure al perfezionamento di elementi in uso, o alla eliminazione di modalità superate.
Deve essere aggiunto un altro particolare, degno di nota: qualora si riscontri la validità di tecniche motorie proposte in qualsiasi altro contesto (può trattarsi di esercizi che fanno parte di specifici metodi, o di esercizi usati in discipline sportive, ecc. e riconosciuti efficaci ed utili per i risultati che già sono stati verificati nel contesto del quale fanno parte) esse vengono aggiunte ed incluse nel repertorio delle tecniche I.D., sono a disposizione di chiunque voglia applicarle (se sa applicarle) e sono poste sotto quella fiducia che emana dal fatto della loro inclusione, quindi della loro validità (altrimenti non sarebbero state incluse).
Attualmente le tecniche I.D. sono in parte scritte sui libri, opuscoli e riviste, in parte registrate su videocassette, in parte ancora oggetto di studio e di perfezionamento.
Esse vengono discusse almeno mensilmente in occasione delle riunioni di studio che si svolgono presso l'ISTITUTO DUCHENNE e vengono attuate e verificate all'interno delle stesso ISTITUTO DUCHENNE, o presso le palestre e studi dei suoi Collaboratori, o anche presso strutture diverse dove si svolga la verifica sperimentale (esempio scuole elementari per il programma di "ginnastica per infanti").
Essa indica le modalità da rispettare nell'eseguire esercizi fisici proposti per ottenere specifici effetti motori; per esempio allungare i muscoli ischio-crurali (effetto motorio ricercato) utilizzando gli esercizi fisici effettuati "secondo le tecniche I.D.".
Queste tecniche vengono studiate presso l'Istituto Duchenne - Scuola Nazionale di Educazione Fisica.
Quando ci si riferisca ad un determinato programma di ginnastica nel suo insieme, da eseguire secondo le tecniche I.D. (per esempio "ginnastica per infanti", "ginnastica per anziani", ecc.) ugualmente tale programma deve essere svolto ricercando gli obiettivi contemplati dalle tecniche I.D. relative al tema del corso ed effettuando gli esercizi fisici secondo le modalità previste dalle tecniche I.D.
Esempio: nel programma di ginnastica per anziani le tecniche I.D. prevedono lo studio degli esercizi di sospensione, lo studio degli equilibri, lo studio del rilassamento volontario, ecc. e tali obiettivi devono far parte del programma del corso di ginnastica per anziani, se si è indicato che tale programma deve essere eseguito secondo le tecniche I.D.; contemporaneamente, i singoli effetti motori ricercati saranno raggiunti mediante l'applicazione di esercizi fisici eseguiti secondo le modalità previste dalle tecniche I.D.
Quindi in questo ultimo caso esemplificato, l'espressione "secondo le tecniche I.D." va intesa come riferita sia ai singoli argomenti che devono comporre il programma nella sua interezza, che alle modalità di esecuzione dei singoli esercizi fisici.
La scelta dell'uso del termine "tecniche" in contrapposizione a quello di "metodo", come già detto sopra, è una scelta deliberata.
I motivi risiedono nel fatto che il termine "metodo" indica qualcosa di definito ed anche di compiuto, mentre il termine "tecniche" ha un significato aperto e riguarda soltanto le modalità di esecuzione.
Tali modalità restano aperte a modificazioni possibili, se valide e se accettate dal gruppo degli studiosi che si raccolgono attorno alla sigla di cui si tratti (in questo caso tecniche "I.D.") e che si confrontano e si aggiornano continuamente.
Inoltre i "metodi" sono generalmente il frutto della mente di uno studioso che li propone e li elabora e restano fissi dalla loro nascita alla loro scomparsa.
Le "tecniche" sono invece delle modalità di esecuzione (in questo caso di esercizi fisici) elaborate da più studiosi; esse possono anche variare nel tempo, in base agli studi ed ai risultati della loro applicazione.
Il termine "tecniche" inoltre e soprattutto, non preclude la ricerca e quindi le eventuali modificazioni ed aggiornamenti che si rendano via via necessari e lascia spazio a qualsiasi studioso che desideri impegnarsi nella ricerca, che voglia rendere partecipi gli altri dei suoi progressi e che accetti di restare sempre sotto il giudizio degli altri e del risultato che scaturisce dalla applicazione pratica delle sue proposte.
Il termine "tecniche" inoltre lascia apertura alla introduzione di obiettivi aggiuntivi, come pure al perfezionamento di elementi in uso, o alla eliminazione di modalità superate.
Deve essere aggiunto un altro particolare, degno di nota: qualora si riscontri la validità di tecniche motorie proposte in qualsiasi altro contesto (può trattarsi di esercizi che fanno parte di specifici metodi, o di esercizi usati in discipline sportive, ecc. e riconosciuti efficaci ed utili per i risultati che già sono stati verificati nel contesto del quale fanno parte) esse vengono aggiunte ed incluse nel repertorio delle tecniche I.D., sono a disposizione di chiunque voglia applicarle (se sa applicarle) e sono poste sotto quella fiducia che emana dal fatto della loro inclusione, quindi della loro validità (altrimenti non sarebbero state incluse).
Attualmente le tecniche I.D. sono in parte scritte sui libri, opuscoli e riviste, in parte registrate su videocassette, in parte ancora oggetto di studio e di perfezionamento.
Esse vengono discusse almeno mensilmente in occasione delle riunioni di studio che si svolgono presso l'ISTITUTO DUCHENNE e vengono attuate e verificate all'interno delle stesso ISTITUTO DUCHENNE, o presso le palestre e studi dei suoi Collaboratori, o anche presso strutture diverse dove si svolga la verifica sperimentale (esempio scuole elementari per il programma di "ginnastica per infanti").
Efficacia del trattamento della scoliosi idiopatica con corsetto Chêneau e Ginnastica Medica secondo le tecniche I.D.
In questo post riporto la relazione che il Prof. Marco Pecchioli presentò al XIII Congresso Nazionale S.I.E.F. "IL TRATTAMENTO INCRUENTO DELLA SCOLIOSI OGGI", che si tenne a Lido di Camaiore l'8 e 9 Novembre 2008.
Gli atti del Congresso, di cui la relazione ne fa parte, sono riportati sul numero 2 del 2009 della rivista "I.D. EDUCAZIONE FISICA", rivista semestrale della S.I.E.F.
La relazione parla del corsetto Chêneau, della sua efficacia nel trattamento della scoliosi idiopatica, dei risultati che deve dare in termini di correzione della scoliosi idiopatica, dell'efficacia della Ginnastica Medica secondo le tecniche I.D., del perché si deve fare Ginnastica Medica quando si indossa il corsetto in caso di scoliosi e della sua utilità.
Mi rendo conto che è molto lungo questo post, però ritengo che l'importanza dell'argomento sia tale da non consentire tagli o riassunti della relazione in questione.
Buona lettura.
"Le tecniche I.D. per il trattamento della Scoliosi in generale e della Scoliosi Idiopatica in particolare, si fondano su vari principi.
Tra questi principi, quelli fondamentali sono due e si rifanno il primo alle teorie ed alle proposte del DELPECH ed il secondo all'assioma che 'la colonna vertebrale scoliotica è restia alla flessione in avanti' (M.Pecchioli).
Dal primo principio derivano tutti gli esercizi di sospensione ai diversi attrezzi della ginnastica classica, che devono essere eseguiti rigorosamente in modo simmetrico; dal secondo principio, l'assioma, derivano tutti gli esercizi rivolti al suo rispetto.
Tale rispetto si realizza mediante la ricerca della massima indipendenza tronco-arti inferiori, sia come impostazione del programma di esercizi, che come rispetto costante di ciò, durante la gestualità della vita quotidiana, incluso l'attività lavorativa, sportiva, ecc.
L'indipendenza tronco-arti inferiori vede le articolazioni delle anche nel ruolo di protagoniste.
Da qui scaturiscono due ordini di esercizi: gli esercizi di sbloccaggio specifici per agilizzare le articolazioni coxo-femorali di per sé e gli esercizi di allungamento muscolo-tendineo dei muscoli che vincolano gli arti inferiori al tronco. Tra questi gli esercizi di allungamento dei muscoli I.C. (ischio-crurali).
Poiché tra gli esercizi conosciuti per allungare i muscoli I.C. ce ne sono alcuni che sono deleteri per la colonna vertebrale ed in particolare per la scoliosi, nella elaborazione delle tecniche I.D., viene fatta e verificata una corretta selezione tra tali esercizi e quelli giusti vengono inseriti nel protocollo chiamato appunto tecniche I.D.; quelli sbagliati vengono scartati e non devono essere mai proposti al soggetto scoliotico in nessuna circostanza (non solo nel programma di Ginnastica Correttiva o Medica). Tali tecniche, le tecniche I.D., diventano così una garanzia per il medico prescrittore oltre che, in questo caso, per lo scoliotico.
Prima di proseguire nella mia esposizione, è necessario fare alcune precisazioni ed in particolare analizzare i singoli elementi presenti nel titolo di questa relazione, per sapere di che cosa si stia parlando.
1 - Inizierò dal Corsetto CHÊNEAU. Questo corsetto è stato descritto in tutti i suoi dettagli dallo stesso ideatore il Dott. Chêneau e non ho bisogno io di dire altro...eccetto che questa precisazione si rende necessaria, almeno qui in Italia, perché ci sono tanti incompetenti che si fregiano del nome del Dott. Chêneau per fare dei corsetti che niente hanno a che fare con il vero corsetto Chêneau e con i suoi principi correttivi. È per questo motivo che non si può fare a meno di fare questa precisazione, per sapere di che cosa, in questa sede, si stia parlando: si sta parlando del vero corsetto Chêneau e non del corsetto "tipo Chêneau".
2 - La Ginnastica Medica è già stata definita dagli studiosi del passato, cito per tutti l'Amoros, che già nel'800 la definiva nel suo "Manuel" ed allestiva per il Delpech le attrezzature ginniche per gli scoliotici nella clinica di Montpellier. In ogni caso la nostra Società, la S.I.E.F., si è preoccupata di definirla in assoluto, a scanso di qualsiasi equivoco, anche storico. Questo termine dunque verrà qui usato in tale accezione definitiva:
'La GINNASTICA MEDICA è quella branca della Educazione Fisica che studia ed organizza gli esercizi fisici che possono essere fatti praticare a persone affette da disturbi dell'apparato locomotore di qualsiasi eziologia e patogenesi, o che si trovino in particolari stati fisiopatologici (gravidanza, vecchiaia, ecc. ecc.)'
3 -(dove I.D. sta per ISTITUTO DUCHENNE) è una formula che definisce il programma di esercizi selezionati in funzione dei principi teorici che informano tali tecniche e soprattutto esercizi verificati nella loro efficacia sulle persone. Questo argomento sarà esposto in dettaglio nella successiva relazione e non mi dilungherò. Aggiungo soltanto (considerato l'andamento scorretto di prescrivere ginnastiche senza specificare il loro contenuto) e voglio proprio in modo specifico ribadire il concetto che, quando un medico prescrive una ginnastica, deve sempre specificare le tecniche che vuole vedere applicate, altrimenti lui non sa che cosa prescrive e gli operatori che direttamente lavorano sulla persona non sanno che cosa fare.
Voglio fare un esempio: nessun medico scriverebbe sulla sua ricetta "un antibiotico", ma scrive quale antibiotico e con quale dosaggio. Questa precisazione non è riproducibile nel campo dell'esercizio fisico, perché occorrerebbe scrivere troppo e allora si deve fare riferimento alle tecniche, oppure al metodo che si vuole vedere applicato. Nel caso delle tecniche I.D. si tratta di tecniche e non di metodo, ma deve essere specificato.
4 -significa che non si sa in quale casella della eziologia la si debba inquadrare, perché non si sa da che cosa essa derivi. In questo caso mancano i presupposti per una cura che agisca sulla rimozione della causa della deformità. Ciò significa che si può soltanto cercare di agire sulla deformità stessa, senza poter intervenire sulla causa che la origina. Questa è una grossa limitazione. Ci può consolare il fatto che, qualora anche si conoscesse la causa, potrebbe darsi che non la si potesse rimuovere...In questo quarto punto però mi preme specificare il concetto che io considero una novità nel campo della scoliosi (novità relativa, perché la mia definizione di scoliosi risale ed è stata pubblicata già nel 1989 con la mia tesi di specializzazione per il mio Diploma di Ortopedia) e precisamente il concetto che la Scoliosi è una deformità del tronco che si concentra sulla colonna vertebrale ecc. ecc.. Questa definizione sarà preziosa per definire l'efficacia del trattamento, di qualsiasi trattamento della Scoliosi. Si devono mettere a fuoco bene le due parole e . In questo quarto punto ancora mi preme ribadire che, se si deve agire in modo sintomatico sulla deformità, trattandosi di scheletro, bisogna cercare di agire il più precocemente possibile nel corso della sua formazione, perché lo scheletro è una struttura rigida e non può più essere modificato da agenti esterni nella sua forma una volta che esso abbia già completato il suo sviluppo, o è scarsamente modificabile.
5 -è un termine generico ed in questo caso vuole indicare e comprendere tutti i provvedimenti atti ad avere una efficacia - in senso positivo ovviamente - sulla scoliosi idiopatica. In questo contesto si parlerà del . Esse spaziano dagli esercizi specifici, al comportamento nella gestualità della vita quotidiana, alle scelte sportive e lavorative, alle cose da non fare, ecc.
Un vero e proprio processo ed anche percorso educativo (Educazione Fisica).
6 - Ho lasciato per ultimo il termine efficacia e non è un caso. Efficacia significa il risultato di un qualche cosa che si è messo in atto proprio per ottenerlo. Per esempio, l'efficacia di una medicina per fare ricrescere i capelli la si valuta in base alla ricrescita dei capelli stessi ed in particolare al fatto che tale ricrescita sia dovuta proprio a tale medicina e non ad altri eventi nel frattempo intercorsi...L'efficacia può prevedere - e quasi sempre prevede - anche la durata nel tempo dei risultati che vengono attribuiti alla cosa di cui si sta misurando l'efficacia per cui, riferendoci alla Scoliosi, si distingue una efficaciada una efficacia . Fatte queste precisazioni, adesso possiamo parlare della efficacia del trattamento della scoliosi idiopatica con corsetto Chêneau e Ginnastica Medica secondo le tecniche I.D..
L'efficacia del corsetto Chêneau nelle scoliosi dove esso sia indicato, è immediata. Su tale efficacia io non mi soffermerò, perché sarebbe inutile ripetermi: le radiografie eseguite in corsetto parlano da sole in tutti i casi dove il corsetto venga usato. Ma questa è una efficacia immediata.
A questo punto subentra un altro problema: questa efficacia immediata del corsetto Chêneau può divenire stabile da sé, soltanto per il semplice fatto di indossare il corsetto per un certo periodo di tempo e per un certo numero di ore al giorno (cose da stabilire caso per caso), oppure bisogna aggiungere qualcos'altro per farla divenire stabile?...
Io ritengo che sia necessario aggiungere qualcos'altro per i motivi che saranno detti e che questo qualcos'altro non possa essere che la Ginnastica Medica, in questo casoperché a tutt'oggi sono le uniche tecniche verificate e che hanno dato prova di essere efficaci.
Ci sarà poi da chiedersi - e sicuramente si dovrà definire - che cosa si debba intendere per stabile riferito ad un essere vivente che campi intorno agli 80 anni e che sia soggetto alle varie modificazioni fisiologiche caratteristiche delle varie fasi della vita...
Come già detto sopra, noi come scuola riteniamo che si debba aggiungere qualche cosa al corsetto. Questo qualche cosa sarà orientato a:
- evitare i danni iatrogeni del corsetto ed in particolare l'indebolimento della muscolatura del tronco
- favorire l'efficacia delle spinte correttive del corsetto
- migliorarne la tollerabilità
- stabilizzare i risultati, affinché quella colonna vertebrale trattata sia in grado di mantenere in modo totale, o almeno in modo parziale, la correzione apportata dal corsetto, per un periodo più lungo possibile della vita di quella persona, anche senza il sostegno del corsetto.
- realizzare tutti i presupposti fisici atti a non disturbare l'assetto della colonna vertebrale: ricercare e mantenere la indipendenza tra il tronco e gli arti inferiori, imparare e mantenere il controllo posturale corretto durante tutti i gesti della vita quotidiana, inculcare l'abitudine a continuare gli esercizi essenziali per tutta la vita, sapere quali sono le attività motorie da evitare, ecc. ecc., tutte cose che possono essere realizzate soltanto attraverso un percorso educativo quale è quello della Ginnastica Medica, come già detto sopra. Questa si chiama ed è Educazione Fisica.
Da quanto detto sopra risulta subito chiara la distinzione netta tra la cura della scoliosi che è in questo caso il corsetto Chêneau e qualcosa di accessorio, ma non per questo meno necessario, che è la ginnastica; in questo caso la Ginnastica Medica eseguita secondo le tecniche I.D.
Una brevissima osservazione: è noto come nella scoliosi, persino la chirurgia, (si parla di artrodesi, di barre metalliche, uncini, viti, chiodi, ecc...) vede una quota di perdita di correzione "x" (variabile da soggetto a soggetto) della scoliosi operata, col passare degli anni e dei decenni. Questa osservazione serva per capire quale metro si dovrà usare nel giudicare l'efficacia della ginnastica con l'avanzare dell'età, ma anche per constatare come con la ginnastica si possa ottenere di più che con la chirurgia in termini di efficacia e come tale risultato si mantenga più a lungo nel tempo.
Torno adesso alla efficacia per definire il significato che questo termine deve secondo me avere nei confronti della scoliosi, perché si devono discutere dei concetti nuovi in merito alla cura della scoliosi ed espongo il seguente principio:
Nel trattamento della scoliosi la curva della colonna vertebrale ed in modo specifico la angolazione misurabile alla radiografia NON HA RILEVANZA ai fini della buona riuscita del trattamento, ma ciò che ha rilevanza è la correzione della deformità esteriore ed il miglioramento della funzionalità motoria, perché da questi due elementi dipende la qualità della vita di quella persona sul piano relazionale e sul piano della autosufficienza.
Ciò significa che, se una scoliosi trattata e giunta a termine del trattamento (ricordo che questo termine viene posto per definizione alla conclusione della maturazione scheletrica nelle scoliosi giovanili e dell'adolescente) mostra una angolazione uguale all'inizio del trattamento ed anche se mostra una accentuazione della angolazione stessa rispetto all'inizio, ma la correzione della deformità esteriore del tronco e la funzionalità motoria è buona, quello è un buon risultato.
Questa affermazione affonda le sue radici nel fatto:
1 - che la scoliosi è una deformità del tronco, per cui, se si riesce ad addolcire la deformità ciò è quanto si deve ottenere, indipendentemente dalla conformazione delle ossa (ed in questo caso specifico delle vertebre)
2 - che la deformazione dello scheletro dovuta alla scoliosi causerebbe una minore resistenza dello stesso allo sforzo (lavorativo, sportivo, della gestualità della vita quotidiana, ecc. ecc.) per cui, se si migliora la funzionalità motoria e si riesce a permettere allo scoliotico di condurre una vita normale sul piano motorio, senza limitazioni ragionevoli, ciò è quanto ci si deve aspettare per considerare buono un trattamento.
Il principio esposto sopra trova la sua massima espressione, quando si trattino le scoliosi dell'adulto e dell'anziano. Qui la ginnastica è veramente sovrana e nessuno potrebbe pretendere una modificazione della angolazione per valutare l'efficacia in termini di bontà e validità del loro trattamento con Ginnastica Medica e ed eventuale corsetto. In queste scoliosi è ovvio che si debba andare su altri parametri per la valutazione della efficacia, quali la scomparsa del dolore, la maggiore abilità motoria, il ripristino della capacità lavorativa e relazionale, ecc. ecc.. Noi come scuola, stiamo studiando questo problema e stiamo osservando che con il corsetto CHÊNEAU e Ginnastica Medica eseguita secondo le tecniche I.D., si possono ottenere risultati in queste scoliosi, anche in termini di angolazione, oltre agli altri benefici elencati or ora. Ancora però non disponiamo di un controllo a distanza che ci consenta di portare informazioni definitive in questo settore.
Per concludere questa parte di questa relazione mi preme portare la vostra attenzione sui muscoli. Essi sono l'ultimo anello della catena che porta alla deformità. In certi casi possono essere l'unico elemento deformante. In tutti i casi, comunque, essi sono significativi nel determinare la deformità ed il suo modo di esprimersi, persino nelle scoliosi congenite, ossia nel caso in cui siano proprio le ossa ad essere congenitamente modificate, perché, quando ciò avviene, anche le inserzioni muscolari risultano alterate ed alterata deriva la loro funzionalità.
Le cause che possono agire sulla funzionalità muscolare sono varie e posso citare specifici deficit intrinseci muscolari congeniti, deficit del S.N.C., deficit del S.N. periferico, distrofie muscolari, malattie paralitogene come ad esempio la poliomielite, ecc. ecc.; in ogni caso, pur accettando la teoria muscolare espressa in questi termini, i fautori della correzione del trattamento della scoliosi realizzato con esercizi di potenziamento di quello o quell'altro gruppo muscolare si dovrebbero chiedere poi, se sia o no possibile rinforzare o indebolire, o allungare quei muscoli bersaglio con l'esercizio fisico, ossia se i muscoli in causa siano suscettibili di rafforzarsi oppure se ciò non sia affatto possibile. La risposta è incerta ed in ogni caso deve essere rappportata al singolo caso, volta per volta, essendo molteplici le cause che conducono alla inefficienza muscolare.
A livello mondiale si assiste ad un forte scoraggiamento di coloro che trattano la scoliosi idiopatica, ed in particolare le scoliosi che superano o che minacciano di superare i 50 gradi Cobb. Questo scoraggiamento ha indotto questi Ortopedici a vedere nella chirurgia l'unico vero rimedio possibile. Ma non basta, perché molti di loro si spingono oltre e sostengono che la ginnastica non serve a niente e che anche i corsetti non sono efficaci. Avviene così che questi scoliotici, seguiti da questi chirurghi, non fanno niente per contrastare la loro scoliosi fino dal suo insorgere. Anche gli altri medici non specialisti sono disorientati, ma in ogni caso sono ben disposti verso queste affermazioni, perché sono fatte sulla stampa medica e nelle Università da personaggi ritenuti molto esperti e molto qualificati.
È per me frequente visitare persone scoliotiche, sia giovani, che adulti, alle quali il chirurgo che mi ha preceduto ha detto loro che 'ormai non c'è più niente da fare' se non la chirurgia, se la vogliono fare, altrimenti che facciano quello che vogliono, incluso attività sportive qualsiasi. Quello che è peggio è che ho occasione di visitare soggetti scoliotici che vengono da me perché l'Ortopedico aveva detto ad una prima visita che c'era una scoliosi, ma che si doveva aspettare per vedere come sarebbe voluta e poi, ad un successivo controllo, dopo non avere fatto fare nessun trattamento, aveva prescritto un corsetto, o un gesso, o la chirurgia. A quel punto quelle persone sono venute anche da me per sentire un'altra opinione ed io sono venuto a conoscenza di questo errore di impostazione...
Non si deve mai fare così, perché appena si intercetta una scoliosi, si deve subito dire di fare Ginnastica Correttiva, o eventualmente Ginnstica Medica, o anche associare subito il corsetto qualora si individuino i sintomi di evolutività di quella scoliosi (vedi: Elementi prognostici di evolutività nella scoliosi idiopatica dell'adolescente>. Marco Pecchioli) e successivamente si valuterà come procedere, ma senza perdere il momento d'oro della precocità della deformazione.
CONCLUSIONE
- Il corsetto CHÊNEAU ha una efficacia immediata ed anche stabile sulla Scoliosi Idiopatica.
- Il corsetto CHÊNEAU rappresenta la cura della Scoliosi Idiopatica e la sua efficacia sulla angolazione ed anche sulla rotazione è già documentata ed anche noi la confermiamo. Esso ha dato prova di essere pertanto efficace nei confronti della scoliosi anche in termini di misurazioni radiografiche.
- La Ginnastica Medica è fondamentale nel trattamento delal Scoliosi Idiopatica in associazione al corsetto. Essa, eseguita secondo le tecniche I.D., rappresenta un adiuvante indispensabile associata al corsetto, nel trattamento della Scoliosi Idiopatica. Essa non è la cura e non ha quindi l'obbligo di efficacia in termini di misurazioni radiografiche, ma ha l'obbligo di efficacia in termini diche da essa e soltanto da essa ci possiamo e ci dobbiamo aspettare.
- L'efficacia del trattamento della Scoliosi Idiopatica con corsetto CHÊNEAU e Ginnastica Medica eseguita secondo le tecniche I.D. è il meglio che oggi si possa fare, come è documentato dai numerosi casi ormai seguiti dal nostro Istituto Duchenne da diversi anni e come sarà documentato nelle successive realzioni incentrate su questo specifico argomento, documentate e lette dai miei Collaboratori."
Gli atti del Congresso, di cui la relazione ne fa parte, sono riportati sul numero 2 del 2009 della rivista "I.D. EDUCAZIONE FISICA", rivista semestrale della S.I.E.F.
La relazione parla del corsetto Chêneau, della sua efficacia nel trattamento della scoliosi idiopatica, dei risultati che deve dare in termini di correzione della scoliosi idiopatica, dell'efficacia della Ginnastica Medica secondo le tecniche I.D., del perché si deve fare Ginnastica Medica quando si indossa il corsetto in caso di scoliosi e della sua utilità.
Mi rendo conto che è molto lungo questo post, però ritengo che l'importanza dell'argomento sia tale da non consentire tagli o riassunti della relazione in questione.
Buona lettura.
"Le tecniche I.D. per il trattamento della Scoliosi in generale e della Scoliosi Idiopatica in particolare, si fondano su vari principi.
Tra questi principi, quelli fondamentali sono due e si rifanno il primo alle teorie ed alle proposte del DELPECH ed il secondo all'assioma che 'la colonna vertebrale scoliotica è restia alla flessione in avanti' (M.Pecchioli).
Dal primo principio derivano tutti gli esercizi di sospensione ai diversi attrezzi della ginnastica classica, che devono essere eseguiti rigorosamente in modo simmetrico; dal secondo principio, l'assioma, derivano tutti gli esercizi rivolti al suo rispetto.
Tale rispetto si realizza mediante la ricerca della massima indipendenza tronco-arti inferiori, sia come impostazione del programma di esercizi, che come rispetto costante di ciò, durante la gestualità della vita quotidiana, incluso l'attività lavorativa, sportiva, ecc.
L'indipendenza tronco-arti inferiori vede le articolazioni delle anche nel ruolo di protagoniste.
Da qui scaturiscono due ordini di esercizi: gli esercizi di sbloccaggio specifici per agilizzare le articolazioni coxo-femorali di per sé e gli esercizi di allungamento muscolo-tendineo dei muscoli che vincolano gli arti inferiori al tronco. Tra questi gli esercizi di allungamento dei muscoli I.C. (ischio-crurali).
Poiché tra gli esercizi conosciuti per allungare i muscoli I.C. ce ne sono alcuni che sono deleteri per la colonna vertebrale ed in particolare per la scoliosi, nella elaborazione delle tecniche I.D., viene fatta e verificata una corretta selezione tra tali esercizi e quelli giusti vengono inseriti nel protocollo chiamato appunto tecniche I.D.; quelli sbagliati vengono scartati e non devono essere mai proposti al soggetto scoliotico in nessuna circostanza (non solo nel programma di Ginnastica Correttiva o Medica). Tali tecniche, le tecniche I.D., diventano così una garanzia per il medico prescrittore oltre che, in questo caso, per lo scoliotico.
Prima di proseguire nella mia esposizione, è necessario fare alcune precisazioni ed in particolare analizzare i singoli elementi presenti nel titolo di questa relazione, per sapere di che cosa si stia parlando.
1 - Inizierò dal Corsetto CHÊNEAU. Questo corsetto è stato descritto in tutti i suoi dettagli dallo stesso ideatore il Dott. Chêneau e non ho bisogno io di dire altro...eccetto che questa precisazione si rende necessaria, almeno qui in Italia, perché ci sono tanti incompetenti che si fregiano del nome del Dott. Chêneau per fare dei corsetti che niente hanno a che fare con il vero corsetto Chêneau e con i suoi principi correttivi. È per questo motivo che non si può fare a meno di fare questa precisazione, per sapere di che cosa, in questa sede, si stia parlando: si sta parlando del vero corsetto Chêneau e non del corsetto "tipo Chêneau".
2 - La Ginnastica Medica è già stata definita dagli studiosi del passato, cito per tutti l'Amoros, che già nel'800 la definiva nel suo "Manuel" ed allestiva per il Delpech le attrezzature ginniche per gli scoliotici nella clinica di Montpellier. In ogni caso la nostra Società, la S.I.E.F., si è preoccupata di definirla in assoluto, a scanso di qualsiasi equivoco, anche storico. Questo termine dunque verrà qui usato in tale accezione definitiva:
'La GINNASTICA MEDICA è quella branca della Educazione Fisica che studia ed organizza gli esercizi fisici che possono essere fatti praticare a persone affette da disturbi dell'apparato locomotore di qualsiasi eziologia e patogenesi, o che si trovino in particolari stati fisiopatologici (gravidanza, vecchiaia, ecc. ecc.)'
3 -
Voglio fare un esempio: nessun medico scriverebbe sulla sua ricetta "un antibiotico", ma scrive quale antibiotico e con quale dosaggio. Questa precisazione non è riproducibile nel campo dell'esercizio fisico, perché occorrerebbe scrivere troppo e allora si deve fare riferimento alle tecniche, oppure al metodo che si vuole vedere applicato. Nel caso delle tecniche I.D. si tratta di tecniche e non di metodo, ma deve essere specificato.
4 -
5 -
Un vero e proprio processo ed anche percorso educativo (Educazione Fisica).
6 - Ho lasciato per ultimo il termine efficacia e non è un caso. Efficacia significa il risultato di un qualche cosa che si è messo in atto proprio per ottenerlo. Per esempio, l'efficacia di una medicina per fare ricrescere i capelli la si valuta in base alla ricrescita dei capelli stessi ed in particolare al fatto che tale ricrescita sia dovuta proprio a tale medicina e non ad altri eventi nel frattempo intercorsi...L'efficacia può prevedere - e quasi sempre prevede - anche la durata nel tempo dei risultati che vengono attribuiti alla cosa di cui si sta misurando l'efficacia per cui, riferendoci alla Scoliosi, si distingue una efficacia
L'efficacia del corsetto Chêneau nelle scoliosi dove esso sia indicato, è immediata. Su tale efficacia io non mi soffermerò, perché sarebbe inutile ripetermi: le radiografie eseguite in corsetto parlano da sole in tutti i casi dove il corsetto venga usato. Ma questa è una efficacia immediata.
A questo punto subentra un altro problema: questa efficacia immediata del corsetto Chêneau può divenire stabile da sé, soltanto per il semplice fatto di indossare il corsetto per un certo periodo di tempo e per un certo numero di ore al giorno (cose da stabilire caso per caso), oppure bisogna aggiungere qualcos'altro per farla divenire stabile?...
Io ritengo che sia necessario aggiungere qualcos'altro per i motivi che saranno detti e che questo qualcos'altro non possa essere che la Ginnastica Medica, in questo caso
Ci sarà poi da chiedersi - e sicuramente si dovrà definire - che cosa si debba intendere per stabile riferito ad un essere vivente che campi intorno agli 80 anni e che sia soggetto alle varie modificazioni fisiologiche caratteristiche delle varie fasi della vita...
Come già detto sopra, noi come scuola riteniamo che si debba aggiungere qualche cosa al corsetto. Questo qualche cosa sarà orientato a:
- evitare i danni iatrogeni del corsetto ed in particolare l'indebolimento della muscolatura del tronco
- favorire l'efficacia delle spinte correttive del corsetto
- migliorarne la tollerabilità
- stabilizzare i risultati, affinché quella colonna vertebrale trattata sia in grado di mantenere in modo totale, o almeno in modo parziale, la correzione apportata dal corsetto, per un periodo più lungo possibile della vita di quella persona, anche senza il sostegno del corsetto.
- realizzare tutti i presupposti fisici atti a non disturbare l'assetto della colonna vertebrale: ricercare e mantenere la indipendenza tra il tronco e gli arti inferiori, imparare e mantenere il controllo posturale corretto durante tutti i gesti della vita quotidiana, inculcare l'abitudine a continuare gli esercizi essenziali per tutta la vita, sapere quali sono le attività motorie da evitare, ecc. ecc., tutte cose che possono essere realizzate soltanto attraverso un percorso educativo quale è quello della Ginnastica Medica, come già detto sopra. Questa si chiama ed è Educazione Fisica.
Da quanto detto sopra risulta subito chiara la distinzione netta tra la cura della scoliosi che è in questo caso il corsetto Chêneau e qualcosa di accessorio, ma non per questo meno necessario, che è la ginnastica; in questo caso la Ginnastica Medica eseguita secondo le tecniche I.D.
Una brevissima osservazione: è noto come nella scoliosi, persino la chirurgia, (si parla di artrodesi, di barre metalliche, uncini, viti, chiodi, ecc...) vede una quota di perdita di correzione "x" (variabile da soggetto a soggetto) della scoliosi operata, col passare degli anni e dei decenni. Questa osservazione serva per capire quale metro si dovrà usare nel giudicare l'efficacia della ginnastica con l'avanzare dell'età, ma anche per constatare come con la ginnastica si possa ottenere di più che con la chirurgia in termini di efficacia e come tale risultato si mantenga più a lungo nel tempo.
Torno adesso alla efficacia per definire il significato che questo termine deve secondo me avere nei confronti della scoliosi, perché si devono discutere dei concetti nuovi in merito alla cura della scoliosi ed espongo il seguente principio:
Nel trattamento della scoliosi la curva della colonna vertebrale ed in modo specifico la angolazione misurabile alla radiografia NON HA RILEVANZA ai fini della buona riuscita del trattamento, ma ciò che ha rilevanza è la correzione della deformità esteriore ed il miglioramento della funzionalità motoria, perché da questi due elementi dipende la qualità della vita di quella persona sul piano relazionale e sul piano della autosufficienza.
Ciò significa che, se una scoliosi trattata e giunta a termine del trattamento (ricordo che questo termine viene posto per definizione alla conclusione della maturazione scheletrica nelle scoliosi giovanili e dell'adolescente) mostra una angolazione uguale all'inizio del trattamento ed anche se mostra una accentuazione della angolazione stessa rispetto all'inizio, ma la correzione della deformità esteriore del tronco e la funzionalità motoria è buona, quello è un buon risultato.
Questa affermazione affonda le sue radici nel fatto:
1 - che la scoliosi è una deformità del tronco, per cui, se si riesce ad addolcire la deformità ciò è quanto si deve ottenere, indipendentemente dalla conformazione delle ossa (ed in questo caso specifico delle vertebre)
2 - che la deformazione dello scheletro dovuta alla scoliosi causerebbe una minore resistenza dello stesso allo sforzo (lavorativo, sportivo, della gestualità della vita quotidiana, ecc. ecc.) per cui, se si migliora la funzionalità motoria e si riesce a permettere allo scoliotico di condurre una vita normale sul piano motorio, senza limitazioni ragionevoli, ciò è quanto ci si deve aspettare per considerare buono un trattamento.
Il principio esposto sopra trova la sua massima espressione, quando si trattino le scoliosi dell'adulto e dell'anziano. Qui la ginnastica è veramente sovrana e nessuno potrebbe pretendere una modificazione della angolazione per valutare l'efficacia in termini di bontà e validità del loro trattamento con Ginnastica Medica e ed eventuale corsetto. In queste scoliosi è ovvio che si debba andare su altri parametri per la valutazione della efficacia, quali la scomparsa del dolore, la maggiore abilità motoria, il ripristino della capacità lavorativa e relazionale, ecc. ecc.. Noi come scuola, stiamo studiando questo problema e stiamo osservando che con il corsetto CHÊNEAU e Ginnastica Medica eseguita secondo le tecniche I.D., si possono ottenere risultati in queste scoliosi, anche in termini di angolazione, oltre agli altri benefici elencati or ora. Ancora però non disponiamo di un controllo a distanza che ci consenta di portare informazioni definitive in questo settore.
Per concludere questa parte di questa relazione mi preme portare la vostra attenzione sui muscoli. Essi sono l'ultimo anello della catena che porta alla deformità. In certi casi possono essere l'unico elemento deformante. In tutti i casi, comunque, essi sono significativi nel determinare la deformità ed il suo modo di esprimersi, persino nelle scoliosi congenite, ossia nel caso in cui siano proprio le ossa ad essere congenitamente modificate, perché, quando ciò avviene, anche le inserzioni muscolari risultano alterate ed alterata deriva la loro funzionalità.
Le cause che possono agire sulla funzionalità muscolare sono varie e posso citare specifici deficit intrinseci muscolari congeniti, deficit del S.N.C., deficit del S.N. periferico, distrofie muscolari, malattie paralitogene come ad esempio la poliomielite, ecc. ecc.; in ogni caso, pur accettando la teoria muscolare espressa in questi termini, i fautori della correzione del trattamento della scoliosi realizzato con esercizi di potenziamento di quello o quell'altro gruppo muscolare si dovrebbero chiedere poi, se sia o no possibile rinforzare o indebolire, o allungare quei muscoli bersaglio con l'esercizio fisico, ossia se i muscoli in causa siano suscettibili di rafforzarsi oppure se ciò non sia affatto possibile. La risposta è incerta ed in ogni caso deve essere rappportata al singolo caso, volta per volta, essendo molteplici le cause che conducono alla inefficienza muscolare.
A livello mondiale si assiste ad un forte scoraggiamento di coloro che trattano la scoliosi idiopatica, ed in particolare le scoliosi che superano o che minacciano di superare i 50 gradi Cobb. Questo scoraggiamento ha indotto questi Ortopedici a vedere nella chirurgia l'unico vero rimedio possibile. Ma non basta, perché molti di loro si spingono oltre e sostengono che la ginnastica non serve a niente e che anche i corsetti non sono efficaci. Avviene così che questi scoliotici, seguiti da questi chirurghi, non fanno niente per contrastare la loro scoliosi fino dal suo insorgere. Anche gli altri medici non specialisti sono disorientati, ma in ogni caso sono ben disposti verso queste affermazioni, perché sono fatte sulla stampa medica e nelle Università da personaggi ritenuti molto esperti e molto qualificati.
È per me frequente visitare persone scoliotiche, sia giovani, che adulti, alle quali il chirurgo che mi ha preceduto ha detto loro che 'ormai non c'è più niente da fare' se non la chirurgia, se la vogliono fare, altrimenti che facciano quello che vogliono, incluso attività sportive qualsiasi. Quello che è peggio è che ho occasione di visitare soggetti scoliotici che vengono da me perché l'Ortopedico aveva detto ad una prima visita che c'era una scoliosi, ma che si doveva aspettare per vedere come sarebbe voluta e poi, ad un successivo controllo, dopo non avere fatto fare nessun trattamento, aveva prescritto un corsetto, o un gesso, o la chirurgia. A quel punto quelle persone sono venute anche da me per sentire un'altra opinione ed io sono venuto a conoscenza di questo errore di impostazione...
Non si deve mai fare così, perché appena si intercetta una scoliosi, si deve subito dire di fare Ginnastica Correttiva, o eventualmente Ginnstica Medica, o anche associare subito il corsetto qualora si individuino i sintomi di evolutività di quella scoliosi (vedi: Elementi prognostici di evolutività nella scoliosi idiopatica dell'adolescente>. Marco Pecchioli) e successivamente si valuterà come procedere, ma senza perdere il momento d'oro della precocità della deformazione.
CONCLUSIONE
- Il corsetto CHÊNEAU ha una efficacia immediata ed anche stabile sulla Scoliosi Idiopatica.
- Il corsetto CHÊNEAU rappresenta la cura della Scoliosi Idiopatica e la sua efficacia sulla angolazione ed anche sulla rotazione è già documentata ed anche noi la confermiamo. Esso ha dato prova di essere pertanto efficace nei confronti della scoliosi anche in termini di misurazioni radiografiche.
- La Ginnastica Medica è fondamentale nel trattamento delal Scoliosi Idiopatica in associazione al corsetto. Essa, eseguita secondo le tecniche I.D., rappresenta un adiuvante indispensabile associata al corsetto, nel trattamento della Scoliosi Idiopatica. Essa non è la cura e non ha quindi l'obbligo di efficacia in termini di misurazioni radiografiche, ma ha l'obbligo di efficacia in termini di
- L'efficacia del trattamento della Scoliosi Idiopatica con corsetto CHÊNEAU e Ginnastica Medica eseguita secondo le tecniche I.D. è il meglio che oggi si possa fare, come è documentato dai numerosi casi ormai seguiti dal nostro Istituto Duchenne da diversi anni e come sarà documentato nelle successive realzioni incentrate su questo specifico argomento, documentate e lette dai miei Collaboratori."
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