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Ginnastica e Fisioterapia: che differenza c'è?

Sapete quali sono le differenze tra la Ginnastica e la Fisioterapia?
Troppo spesso sento confondere questi due termini, fino a mescolarne il significato.
Ma non è affatto così! Sono due materie ben distinte!
Ognuna ha la sua definizione specifica, il suo campo di azione, i suoi obbiettivi, il luogo dove deve essere fatta e il personale competente che deve svolgere l'attività.
Pensare che tutte e due le materie siano di competenza del Fisioterapista, credendo che l'Insegnante di Educazione Fisica si occupi solo di sport e di tutto quello inerente allo sport, è un errore!
Il Fisioterapista si occupa della Fisioterapia, l'Insegnante di Educazione Fisica si occupa di Educazione Fisica e quindi di Ginnastica!
Ovviamente la distinzione diventa netta se si parte da una definizione ben precisa dei due termini.

XV Congresso Nazionale della S.I.E.F.

Venerdì 28 e Sabato 29 Ottobre 2011 si è tenuto, a Torino, il XV Congresso Nazionale della S.I.E.F., Società Italiana di Educazione Fisica, dal titolo "La ginnastica militare e la ginnastica educativa nella costruzione dell'Italia unita".
Purtroppo non ho potuto parteciparvi per motivi personali. Quando saranno pronti gli atti del congresso farò vedere qualcosa delle relazioni che sono state presentate da alcuni miei colleghi e Maestri.
In attesa di questo, voglio riportare la presentazione del corso che ha scritto la presidente della S.I.E.F. Cristina Baroni sul volantino del Congresso.
Ritengo che quanto scritto dalla presidente S.I.E.F. Cristina Baroni (che tra l'altro è una dei miei Maestri) sia estremamente importante per la società in cui viviamo e che inquadri perfettamente la situazione attuale in cui si trova la ginnastica in Italia.
Buona lettura.


"In occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia riteniamo opportuno e doveroso soffermarsi, con il nostro Congresso Nazionale annuale, sulla storia della nostra materia, in particolar modo sulle modalità e sulle motivazioni che hanno portato, agli inizi dell'Ottocento, alla sua introduzione nel nostro Paese.
Questo fatto vuole e può significare tante cose.
In primo luogo, significa evidenziare il fatto che, cosa non scontata nella generale mancanza di cultura storica sulla nostra materia, l'associazione mentale così diffusa tra ginnastica e fascismo non ha ragione di essere: il fascismo fa parte della nostra storia ma non la esaurisce certo.
Basti pensare, in epoca moderna, a quel testo geniale che è il De Arte Gymnastica del Mercuriale, scritto ben 400 anni fa.
Significa poi sottolineare gli ideali che hanno sotteso alla volontà di accogliere la ginnastica, che già in ampia parte d'Europa stava trovando studiosi, cultori ed estimatori, quale pratica indispensabile non solo per un'efficienza fisica imprescindibile a quei tempi in ambito militare, ma anche quale strumento di crescita, fisica ed insieme mentale, dell'intera popolazione.
Tutto ciò ha fatto sì che uno dei primi atti del neo-nato Regno d'Italia sia stato quello di introdurre la ginnastica in tutte le scuole del Regno.
Questo grande movimento di idee, di passioni e di ideali che, anche in questo settore, hanno caratterizzato questo momento storico si è poi frantumato contro le enormi strutturali difficoltà incontrate dai cultori della ginnastica per rendere attuabile e quindi efficace questo atto legislativo, difficoltà che hanno reso facile vita a quelle "celebrità scientifiche" che vollero sostituire la ginnastica con i cosiddetti "giochi inglesi", trovando la quiescenza di molti maestri di ginnastica, dato che, come scrisse il Baumann nel 1905, "si fa minor fatica assistendo ai giochi della scolaresca che a mantenerli in ordine, comandarli e trascinarli con l'esempio, col fascino e colla suggestione".
Tutto ciò deve portarci ad una riflessione sulla realtà di oggi, sulla assenza della ginnastica nelle scuole, sulla carenza di palestre ben attrezzate, sulla difficoltà a formare insegnanti in questo settore, e sulla poca o nulla considerazione che il mondo medico ha della ginnastica, quale strumento imprescindibile per quel "conseguimento e mantenimento della buona salute", che rientra nella definizione stessa di GINNASTICA, costituendone quindi la finalità specifica.
Questa riflessione deve vertere in primis su una definizione condivisa della nostra materia, e sulla sua conseguente differenziazione da ciò che oggi, in modo generico e del tutto indifferenziato, si vuole indicare come "sport", mentre anche a questo termine occorrerebbe dare un significato preciso, ed anch'esso condiviso.
Siamo certi che la chiarezza, insieme terminologica e concettuale, su questo punto, ed una conseguente azione politica che prenda atto di tale distinzione (ad esempio, provvedendo le scuole delle palestre, delle attrezzature e dei "Maestri di Ginnastica"), potrebbe costituire un elemento di profonda innovazione nella realtà attuale.
Vi aspettiamo numerosi, perché questo argomento, per i suoi risvolti educativi, sociali e sanitari, è della massima importanza per il futuro del nostro Paese.

Emilio Baumann: chi era costui? (un pò di storia.....)

Per qualcuno la storia è noiosa, a volte si pensa che non serve a nulla studiarla, sicuramente non è tra le materie preferite dei ragazzi.
Nonostante questo voglio scrivere alcuni post dove l'argomento sia la storia dell'Educazione Fisica e della Ginnastica, in quanto ritengo che sia opportuno conoscere la storia per poter comprendere meglio il presente, chi siamo (o chi dovremmo essere) noi professori di Educazione Fisica (sono innamorato di questa definizione, che qualcuno definisce "vecchia e obsoleta", senza sapere quanto invece sia grande il valore che ha) e il ruolo importantissimo che dovremmo avere nella società attuale.
Iniziamo a scoprire chi era il padre fondatore della Ginnastica Italiana: Emilio Baumann.
Emilio Baumann nacque il 9 Aprile 1843 a Canonica d'Adda, in provincia di Bergamo.
Nel 1847 la sua famiglia si trasferì a Montorio Veronese e Baumann entrò, nel 1853, nel collegio Mazza di Verona, seguendovi gli studi classici.
Nel 1859-60 frequentava la seconda liceale.
In quello stesso anno, insofferente di rimanere ancora sotto la dominazione straniera, si preparò agli esami di licenza liceale, che superò nel liceo di Bergamo.
Frequentò in seguito la Scuola Normale (rivolta un tempo alla formazione professionale degli insegnanti di scuola elementare, poi sostituita dall'istituto magistrale) di Treviglio per accedere al più presto, a causa delle ristrettezze familiari, per non essere di peso alla sua famiglia, ad un posto di maestro elementare; in questa scuola, su invito del Direttore, prof. Giuseppe Tiragallo, impartì la sua prima lezione di ginnastica, insegnando ai suoi compagni gli esercizi agli anelli...
Nel 1861 quindi, col contributo dei compagni della Scuola Normale di Treviglio, poté frequentare il primo Corso Magistrale di Ginnastica, tenuto a Torino da Rodolfo Obermann, per poi tornare, nel 1862, alla Scuola Normale di Treviglio ed introdurvi l'insegnamento della Ginnastica.
Nello stesso 1862, conseguito il Diploma Magistrale Inferiore, fu assunto dal comune di Bologna quale Maestro di prima elementare e successivamente di insegnante di Ginnastica nel Ginnasio e nella Scuola Tecnica comunale.
Nel 1864 Baumann abbandonò l'insegnamento elementare per iscriversi alla Facoltà di Medicina dell'Università di Bologna, dove si laureò, nel 1870, con la tesi d'esame "La Ginnastica nei suoi rapporti con la medicina e l'igiene".
Già nel 1868 aveva fondato la Federazione delle Società Ginnastiche Italiana insieme a C. Reyer Castagna, P. Gallo, F. Ravano, G.B. Bizzarri, Cajol, Fidora ed Orsolato.
Nel 1872 Emilio Baumann introdusse l'insegnamento della Ginnastica nelle scuole elementari del comune di Bologna, prestandovi opera gratuita finché, l'anno dopo, fu nominato Direttore della Ginnastica nelle stesse scuole.
In questo periodo era in atto un grosso dibattito riguardo all'inserimento della Ginnastica nelle scuole ed in particolare Baumann concentrò la sua attenzione sulla pratica della Ginnastica nelle Scuole Elementari, come dimostra la pubblicazione del volume "Programmi di Ginnastica per le Scuole Elementari", scritto in collaborazione con l'amico P. Gallo.
La sua iniziativa aveva incontrato grosse resistenze, sia da parte dei politici, sia da parte di Obermann il quale, commentando un'opera a lui dedicata dal Baumann nel 1866, Il "Manuale di Ginnastica per le scuole elementari", diceva: "Si tratta di una cattiva speculazione, poiché in nessuna nazione anche progredita si è introdotta ancora la ginnastica nelle scuole elementari".
I programmi del 1872-73 danno origine al dissenso fra la tradizionale scuola dell'Obermann, la scuola torinese, e la scuola bolognese. Dal dissidio nacque, nel 1877, la Scuola Magistrale di Ginnastica in seno alla Società Ginnastica "Virtus" di Bologna, diretta dal Baumann, che annoverava tra i suoi insegnanti il famoso ortopedico Putti, P. Gallo e F.G. Valle.
Nel 1879 il Governo crea altre otto scuole consimili, sparse in tutta Italia ma, quattro anni dopo, lo stesso Governo, su suggerimento dei nemici del Baumann, annidati nel Ministero della Pubblica Istruzione, delibera di sopprimere le otto scuole magistrali e di istituire un'unica Scuola Normale di Ginnastica Roma. Ma il raggiro non riesce e, messo a concorso il posto, Baumann è nominato Direttore della Scuola, che apre i battenti nel 1884.
L'opera di E. Baumann continuerà ad essere ostacolata dal Governo, limitando gli aiuti finanziari alla nuova scuola.
Ma nulla varrà ad allentare la volontà del Baumann che, nel 1901, darà stampa alla "Psicocinesia, ovvero l'arte di formare il carattere" che rappresenta, come disse il Marchetti "la piattaforma su cui doveva costruire la ginnastica italiana.
Nel frattempo, nel 1881, insieme a C. Reyer e F.G. Valle, aveva creato il Corpo dei Pompieri Volontari, la Federazione dei Pompieri Italiani e la Società di Pronto Soccorso.
Emilio Baumann portò avanti sempre con impegno e vigore le sue idee ed il suo lavoro fino alla morte, giunta il 29 Luglio 1917 (74 anni), a Roma.
Durante tutta la sua vita egli svolse una intensa attività di insegnamento della ginnastica e, proprio perché medico, poté valutarne scientificamente i risultati. Dal suo continuo studio derivò, assieme alla compilazione di numerosi testi, l'invenzione di attrezzi, alcuni dei quali validi tutt'oggi, utili sia alla valutazione fisica che all'attività fisico-psichica dei suoi allievi.
Tra gli attrezzi troviamo: l'asse di equilibrio, gli appoggi, i ceppi, le clavette, il canestro, lo stadio ginnastico, l'autoortopede, vari tipi di saltometro, lo spirometro, il tavolo ginnastico, ecc.
Emilio Baumann è considerato il rifondatore della Ginnastica Italiana: egli va ricordato non solo per aver inserito l'Educazione Fisica nel vasto ambito della medicina preventiva e del processo educativo della persona umana, ma anche come colui che ha intuito per primo il problema del logorio fisico dovuto al sorgere della civiltà industriale, ed ancora come colui che per primo ebbe chiara visione della nascita del fenomeno del tempo libero e del suo impiego; per Baumann il rimedio a questi problemi consisteva nella pratica dell'Educazione Fisica.